“Lo scorso anno la Regione ha approvato il suo nuovo PUA al quale dovrà conformarsi il nostro – si legge nella nota stampa a firma del primo cittadino -. Lunedì ci confronteremo anche in maggioranza per raccogliere osservazioni, suggerimenti e indicazioni. Oltre al continuo scambio con la Guardia Costiera, che prosegue, convocheremo tutti i portatori di interesse a cominciare dai balneari, gli operatori turistici, la marineria e le associazioni ambientaliste. Nei prossimi giorni procederemo alla preadozione del PUA in giunta comunale, un atto propedeutico a tutti i passaggi successivi, inclusa la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), utili ad ottenere, entro la fine di settembre, il Piano definitivo che stabilirà, una volta per tutte, quale sarà la destinazione d’uso degli arenili di Terracina, comprese le attività sportive, quest’anno oggettivamente penalizzate, ma che rimangono un fiore all’occhiello della città grazie alle associazioni promotrici”.
“Il PUA vigente risale al 2003 e si è dimostrato obsoleto e inadeguato all’attuale situazione – aggiunge Tintari -. Il nostro impegno è quello di sistemare in maniera definitiva le regole per la gestione degli arenili e del Demanio Marittimo nel suo complesso, ferma restando l’attesa per le decisioni nazionali ed europee, uscendo così da una situazione di precarietà dannosa per tutti. I disagi di quest’anno sono riconducibili all’inadeguatezza dello strumento vigente, mentre dal prossimo ottobre, con l’approvazione del nuovo Piano, contiamo di poter garantire la destagionalizzazione per gli operatori balneari che desiderano avvalersi di questa facoltà”.
“Il lavoro di realizzazione del PUA richiede tempo e attenzione – scrive ancora Tintari -. Abbiamo conferito l’incarico alla società un anno fa, ora siamo avviati al tratto finale del percorso per garantire il rispetto della legge, coniugando la possibilità di fare impresa con la libera fruizione del bene demaniale. Il compito di una istituzione è quello di garantire tutti, tutelando il bene primario dell’ambiente, l’economia e il lavoro, elementi troppo preziosi per essere oggetto di quelle battaglie ideologiche, spesso anche pretestuose, a cui assistiamo ininterrottamente da parecchi mesi. Vorremmo che sia chiaro per tutti che fare impresa, rispettando ovviamente le regole, non è un crimine. L’imprenditoria balneare terracinese, così come quasi tutta quella italiana, è a carattere familiare, e questo aspetto rappresenta un anticorpo efficace contro le intromissioni di attività poco cristalline.
“Sappiamo che loro sono i primi a voler essere in regola perché ne va dell’intera sanità del tessuto economico del comparto e della città – conclude il sindaco di Terracina -. Chi sbaglia paga, chi è in regola deve poter proseguire e disegnare il suo futuro onestamente. Siamo convinti che il nuovo PUA sarà in grado di tutelare gli interessi di tutti senza dubbi o incertezze”.
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