Tomaso Montanari a San Miniato per parlare di “Chiese chiuse”

Ospitati da padre Bernardo e in collaborazione con la comunità "Le Piagge", don Andrea Bigalli, Sandra Gesualdi e don Alessandro Santoro si sono confrontati con l'autore sul suo ultimo libro

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FIRENZE- 26 novembre 2021.

“Le antiche chiese italiane […], con il loro silenzio secolare, offrono una pausa al nostro caos. Con la loro gratuità, contestano la nostra fede nel mercato. Con la loro apertura a tutti, contraddicono la nostra paura della diversità. Con la loro dimensione collettiva, mettono in crisi il nostro egoismo. Con il loro essere, quintessenzialmente, luoghi pubblici sventano la privatizzazione di ogni momento della nostra vita individuale e sociale. Con la loro presenza ostinata, interrogano la nostra inquieta assenza. Con la loro viva compresenza dei tempi, smascherano la dittatura del presente. Con la loro povertà, con il loro abbandono, testimoniano contro la religione del successo. “

Nella serata di ieri si è tenuto un momento di alto raccoglimento all’ombra della Cappella del Crocefisso, nella Basilica di San Miniato al Monte, in cui lo storico dell’arte Tomaso Montanari ha dialogato con i suoi amici e concittadini padre Bernardo, Sandra Gesualdi, don Andrea Bigalli e don Alessandro Santoro di patrimonio culturale, tutela, collettività e memoria.

L’incontro pubblico ha preso avvio dalle riflessioni suscitate dalla lettura di quello che l’autore stesso ha definito come “il più caro tra i libri scritti finora”: Chiese Chiuse, edito da Einaudi, dalla cui conclusione è tratto il bellissimo passo in apertura.

Nel saggio Montanari denuncia “L’Italia sacra che crolla”-titolo del primo capitolo- riferendosi alle 85.000 antiche chiese italiane, beni pubblici che costituiscono la stragrande maggioranza del patrimonio storico e artistico della Nazione e che in larga parte sono inaccessibili, abbandonate o privatizzate. Per essere salvati, questi edifici di culto e monumenti, richiedono dei cambi nella gestione e delle soluzioni concrete che Montanari suggerisce, ma che devono essere precedute da una svolta radicale nella mentalità, da una battaglia culturale che faccia capire a tutti, non solo agli addetti ai lavori e ai fedeli, quanto la loro frequentazione  sia un’occasione imperdibile per ritrovare la dimensione più umana delle nostre vite.

Dunque l’invito a leggere il libro è accompagnato dall’invito fortissimo a vivere in maniera consapevole e a godere delle nostre meravigliose chiese aperte, nella speranza che diventino sempre di più.


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