ROMA – Tragedia sulla Colombo: il giovane di Anzio negativo a droga e alcol test, si cerca una BMW grigia. Il padre di Beatrice: «Voglio una pena esemplare». Continuano le indagini sull’incidente mortale di via Cristoforo Colombo che è costato la vita alla ventenne Beatrice Bellucci, travolta insieme all’amica Silvia mentre si trovava a bordo di una Mini Cooper. Gli investigatori del X Gruppo Mare della Polizia Locale di Roma Capitale hanno esteso il raggio delle verifiche fino a piazza dei Navigatori e nei pressi del Grande Raccordo Anulare, nel tentativo di ricostruire il percorso e le cause della tragedia.
Il conducente della BMW: negativo ai test
Il conducente della BMW Serie 1 bianca, residente ad Anzio, è risultato negativo sia all’alcoltest che al drug test. Anche l’amico coetaneo che viaggiava accanto a lui, rimasto illeso, ha fornito la stessa versione dei fatti: i due sostengono di non essere coinvolti in una corsa clandestina, ma di essere stati tamponati da un altro veicolo, forse una BMW grigia ora ricercata dagli agenti.
Entrambi i giovani sono stati ascoltati nelle scorse ore: Girimonte, ricoverato al San Giovanni e indagato per omicidio stradale, ha risposto alle domande degli inquirenti, mentre l’amico – residente a Lido dei Pini – è stato già sentito. Le loro deposizioni, tuttavia, restano coperte da segreto istruttorio.
Le indagini e la ricerca di altri veicoli
Gli agenti stanno passando al setaccio decine di filmati di videosorveglianza lungo la Colombo per verificare se la BMW bianca e un’altra auto grigia sempre una Bmw viaggiassero affiancate ad alta velocità prima dell’impatto. Alcuni testimoni avrebbero riferito di aver visto due vetture correre a oltre 150 km/h in direzione del centro poco prima della tragedia.
L’attenzione è ora concentrata su tutti i veicoli che si trovavano nell’area nel momento dell’incidente. Non si esclude che altri automobilisti possano essere coinvolti nella dinamica dello schianto.
Il dolore della famiglia Bellucci
Intanto, nel quartiere Infernetto, continua il dolore e la commozione per la morte di Beatrice Bellucci, ex giocatrice della Roma Volley Club, che sognava di diventare avvocato. Il padre della giovane, Andrea Bellucci, ha chiesto giustizia:
«Voglio una pena esemplare per chi ha causato la morte di mia figlia. L’ho chiesto al ministro Salvini e lo dirò anche al sindaco Gualtieri».
Dopo il messaggio di cordoglio dell’AS Roma, in memoria della ventenne è stato osservato un minuto di silenzio su tutti i campi di volley, un gesto di affetto che testimonia quanto Beatrice fosse amata e stimata.
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