Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università J. Hopkins di Baltimora ha scoperto che i broccoli e tutte le verdure appartenenti alla famiglia delle Cruciferae o Brassicaceae (cavolo, cavolfiore, rapa, verza, senape, ravanello, rucola, ecc.) hanno proprietà antitumorali nell’apparato intestinale. Una ricerca eseguita dai ricercatori inglesi dell`I.F.R. del Norwich Research Park ha dimostrato anche che gli stessi broccoli impedirebbero lo sviluppo della cellula cancerogena nella prostata.
Il broccolo, conosciuto dagli antichi Romani, deve questo nome alla parola latina brocchus che significa sporgente, ed è coltivato soprattutto nell’Italia meridionale, in particolare in Sicilia, tant’è che viene chiamato anche broccolo di Sicilia. Esso possiede delle proprietà benefiche eccezionali a causa di una composizione chimica particolare. Il broccolo, infatti, oltre a contenere vitamine A e C, sali di potassio (K) e di calcio (Ca) in apprezzabili quantità, contiene due sostanze, la glucorafanina (C12H22NO10S3) e l’enzima (biocatalizzatore) mirosinasi che nelle cellule del broccolo si trovano separati. La glucorafanina è un glucosinolato – ovverosia un glucoside contenente glucosio a cui è legato il sulforafano. Quest’ultimo è un isotiocianato avente proprietà anti-tumorali e anti-infiammatorie. La mirosinasi o tioglucosidasi è, invece, un enzima che agisce sul glucosinolato idrolizzandolo, cioè scindendolo in glucosio e sulforafano.
Durante la masticazione del broccolo, infatti, le cellule vengono frantumate e le due sostanze, glucorafanina e mirosinasi, vengono in contatto.
I ricercatori dell’Università dell’Illinois hanno consigliato di mangiare i broccoli crudi oppure cotti ad una temperatura non superiore a 60 gradi per circa dieci minuti, al fine di evitare che il calore denaturi l’enzima mirosinasi che, come tutti gli enzimi, è costituito da una proteina che con il calore subisce la denaturazione e, quindi, perde la sua proprietà catalizzatrice. Ovviamente, tra le Crucifere, ci sono molte verdure che possono mangiarsi crude (rapa, verza, ravanello, rucola, ecc.) e allora perché non approfittarne?
(Nella figura la molecola Mirosinasi)
Francesco Giuliano
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