A Verona il primo caso di recidiva
E’ stato registrato a Verona il primo caso di recidiva in Italia.Si tratta di una donna, di origini cinesi che ad oggi si trova all’Ospedale di Negrar. Definita un caso raro da molti infettivologi. Era stata ricoverata poichè positiva al primo tampone e poi dimessa come da prassi perchè negativa all’ultimo. Ma si è presentata con la febbre e la tosse in Ospedale, ed era nuovamente positiva. Ed ecco che lo spettro di Osaka, dove la prima guida turistica si era nuovamente ammalata, si fa sempre più vicina.
L’infettivologo Bisoffi prova a fornire delle spiegazioni plausibili.
“La prima ipotesi è che il virus appartenga a un ceppo virale diverso, anche se dobbiamo attendere gli esami sui due genomi: quello del primo ricovero e quello del secondo. È però un’ipotesi che io ritengo improbabile. Questo virus al momento non sembra soggetto a particolari mutazioni. E considero difficile che una persona guarita, che ha sviluppato gli anticorpi, se esposta a un altro ceppo possa ammalarsi nuovamente. Questo, in assoluto, non vuol dire che non possa essere nuovamente infettata”.
Il gatto contagiato ad Anzio
Tutto parte da Anzio, e ad oggi le autorità sanitarie indagano. Un uomo, risultato positivo al Covid-19, abitava da solo. Ha chiesto ai vicini si prendersi cura del gatto che sarebbe rimasto solo, ma anche i vicini si sono ammalati. Si sta cercando di capire se i vicini si siano contagiati invece in modo indipendente. Si studiano le condizioni dell’animale, perché già ci sono stati casi di animali domestici contagiati, anche se gli esperti sono concordi che sia invece l’animale a contagiare l’uomo. “Sono in corso le analisi sul genoma virale, solo quando avremo gli esiti ne sapremo di più“, spiega Bisoffi.
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.



















