Un insegnamento non compartimentato connesso al costruttivismo conferirebbe libertà di pensiero

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Il libro “Gödel, Escher , Bach: Un’Eterna Ghirlanda Brillante” di D. R. Hofstadter, (Adelphi edizioni, 1979, è un interessante e originale saggio dove si intrecciano le opere di Kurt Gödel (1906 – 1978), matematico e logico di origini austriache, con quelle di Maurits Cornelis Escher (1898 – 1972), incisore e grafico olandese, e con quelle di Johann Sebastian Bach (1685 – 1750), musicista. Emerge, secondo l’autore, la ricerca di un filo comune, di un meccanismo neurologico latente, che unisca le opere dell’uomo appartenenti a settori della vita che formalmente sono giudicati diversi tra di essi, come la logica (Gödel ), la grafica (Escher), e la musica (Bach)- In definitiva come le idee, l’abilità nell’uso delle mani per dipingere o graficare e il sentimento espresso dalla musica, e dall’arte in senso lato avessero una logica universale. Questa concezione dimostrerebbe che la Cultura non possa  essere compartimentata, in quanto il cervello umano funziona allo stesso modo sia se si risolve un problema matematico o si scrive un romanzo o uno spartito, oppure se si dipinge un’opera d’arte. Non è il pensiero che guida la mano esperta nei diversi “compartimenti” in cui l’uomo esplicita la sua creatività?

Da tale concezione corrispondente all’unicità culturale si evidenzierebbe l’errore dell’idealismo gentiliano secondo il quale fu concepita una scuola in cui le materie di insegnamento fossero, come furono, divise in umanistiche e scientifiche, e per il quale «soltanto la cultura umanistica … [fosse] in grado di sviluppare le capacità cognitive fondamentali dell’individuo, mentre l’importanza della scienza nel mondo moderno… [fosse] ridotta ad aspetti pratici, tecnici, utilitari» (da C. Fiorentini, E. Mazzoni, Introduzione, in Storicità e attualità della cultura scientifica e insegnamento delle scienze, Marietti-Manzuoli, Firenze,1986). Per l’idealismo gentiliano, infatti, «… ogni scienza è … empirica e dogmatica, perché presuppone di conoscere il conosciuto: appunto come Platone presupponeva allo spirito le idee, che sono pure l’oggetto del suo conoscere». Tutto il contrario di tutto questo corrisponde alla scienza. La separazione della cultura umanistica da quella scientifica e lo squilibrio ponderato tra discipline umanistiche e discipline scientifiche (ne è un esempio il curriculum del Liceo scientifico) a vantaggio delle prime potrebbero essere stati alcuni dei tanti fattori che hanno contribuito al consolidato peggioramento del rendimento scolastico soprattutto nell’attuale era della multimedialità imperante e della tanto divulgata globalizzazione. La scuola dovrebbe avere il compito di formare individui pensanti e non credenti, individui critici e non irriflessivi.

Hofstadter nel suo saggio vuole evidenziare il fatto che, in ogni campo, l’intelligenza esplicitata nell’opera che ogni individuo, sia comune sia artista sia scienziato sia tecnico, costruisce,  dovrebbe basarsi su determinate caratteristiche essenziali che vengono di seguito elencate. Da esse ognuno, autonomamente, potrebbe trarre il grado della personale intelligenza: mostrarsi flessibile rispetto alle varie situazioni che si presentano, trarre benefici e miglioramenti da situazioni che si verificano casualmente, sapere interpretare il significato connesso a messaggi ambigui e contraddittori (come quelli dei politici attuali), riconoscere l’importanza relativa dei diversi elementi di una data situazione, individuare somiglianze tra diverse situazioni differenti tra di esse, cogliere distinzioni tra situazioni diverse nonostante le somiglianze che le uniscono, ricavare nuovi concetti da concetti vecchi e collegandoli in modi nuovi, e infine essere creativi, cioè produrre idee nuove.

Si pensi quanto ne ricaverebbe lo Stato Italiano se i nostri politici avessero queste caratteristiche o una parte di esse! E quanto sarebbe più civile ogni persona se fosse educata a possedere e ad esplicitare nella propria vita e nel proprio lavoro questi requisiti, alcuni dei quali sono innati, mentre altri si potrebbero formare con il processo dialettico di apprendimento/insegnamento scolastico., cioè con un’adeguata formazione scolastica, in cui la didattica non dovrebbe trasferire solo le idee degli altri ma, a fortiori, dovrebbe far scoprire e costruire agli studenti autonomamente idee e concetti secondo  il costruttivismo di Jean Piaget (1896 – 1980), filosofo svizzero.. « … la verità umana è ciò che l’uomo conosce costruendolo con le sue azioni, e formandolo attraverso di esse» aveva sostenuto già il filosofo illuminista Giambattista Vico (1668 – 1744).

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).