L’Expo di Latina – l’ex Rossi Sud – è una vera e propria cattedrale nel deserto. si sono svolte poche iniziative negli ultimi anni, nonostante una somma ingente spesa per la realizzazione di un polo fieristico al posto della vecchia azienda manifatturiera. La capiente struttura – di proprietà dell’amministrazione provinciale – non ha mai funzionato a pieno regime, dopo inutili tentativi. Soldi, per ora, buttati letteralmente al vento. Una grande occasione perduta – l’ennesima – per Latina e il suo circondario, in una posizione geografica ideale al centro dell’Italia, con due aeroporti a pochi chilometri e il vantaggio (enorme) della vicinanza con Roma e Napoli. Un Expo mai decollato che vivacchia tra l’indifferenza generale, eppure potrebbe essere un volano importante per lo sviluppo economico della zona.
Perché le aziende partecipano alle fiere di settore? Ottengono notevoli vantaggi di immagine. Ho partecipato in varie occasioni alla Fiera ornitologia internazionale di Reggio Emilia – quest’anno non effettuata in seguito alla pandemia – nell’arco di trenta chilometri non si trovava una camera di albergo libera. In quel momento ho pensato alla struttura di Latina, alle sue potenzialità, alla poca vocazione fieristica del territorio pontino dove l’unione delle forze è sempre difficile causa futili litigi e visione limitata del futuro. Il primo motivo che spinge le aziende di tutto il mondo a partecipare alle fiere – sia da espositori che da visitatori – è sfruttare la possibilità di incontrare persone interessate al proprio business, di conoscere partner con i quali ampliare il proprio bacino di affari. Speriamo bene.






















