Mentre la destra decide di non decidere, il dibattito politico in questa fase è tutto a sinistra. In casa Pd, soprattutto. Le dimissioni della Zuliani come era prevedibile, hanno determinato un effetto comunicativo a valanga, sui giornali e sui social.

Si tratta di chiarimenti, accuse e stilettate che ormai stanno riempiendo di novità queste bollenti giornate estive dopo il terremoto di sabato.

Terremoto peraltro prevedibile per chi è abituato a leggere fra le righe. Noi lo avevamo già scritto e neanche troppo tempo fa che la Zuliani sollecitava delle risposte, ..https://www.news-24.it/rieti-e-zuliani-a-coletta-serve-un-passo-in-piu-per-consolidare-lintesa/, che non sono mai arrivate.

Ovvio prenderne atto.

Lei, che detiene un pacchetto di voti non indifferente e nell’ultima votazione ne ha incassati ben 750, ha ammonito, blandito e pregato un avvicinamento ai tavoli per discutere come ci si doveva regolare dopo che il Pd, rivoltando tutte le carte, ha accettato un accordo che molti elettori della base, non gradivano affatto, tanto che rigettato in questi ultimi 4 anni e mezzo con un continuo tira e molla, ha logorato, illuso e deluso chi vedeva le cose in maniera differente. Difficile ora accettare un accordo a capo chino, dopo essersi visto negare una par condicio, necessaria e auspicabile fin dall’inizio, grazie a quel 75 per cento del secondo turno, ottenuto con i voti del Pd. Invece che si fa? A tempo scaduto si decide di appoggiare Coletta senza mettere nero su bianco.
“In una coalizione che abbia rispetto delle sue componenti, dice la Zuliani, si chiamano insieme a sedersi allo stesso tavolo i rappresentanti di ogni forza politica e si chiarisce quali sono i criteri con cui verrà distribuito il “potere di fare“ a seconda dell’apporto in termini di consenso: mai si è voluto affrontare questo tema.
Mi chiedo: quali assessorati vuole tenere per sé il sindaco? Forse urbanistica, personale, ambiente/rifiuti?”

Da sempre, quando parti diverse stipulano un accordo si comunicano i punti di convergenza, così che tutti sappiano. Soprattutto gli elettori devono sapere. Potrebbe essere l’accordo migliore o peggiore dell’universo, ma va comunicato.

A chi oggi l’accusa di tradimento, lei ribatte: “il PD fino ad oggi, rappresentato in Consiglio Comunale da me ed Enrico Forte, aveva evidenziato, coerentemente col ruolo che ricoprivamo di controllo ed indirizzo, errori nella gestione di questi settori: rifiuti e impiantistica, personale, urbanistica, progettualità per ottenere i fondi regionali ed europei, marina…
Per noi qui c’erano degli errori che andavano corretti, e lo abbiamo dichiarato e sostanziato con atti pubblici in consiglio comunale. Era il PD che agiva”.

E chiede dove fossero loro quando lei e Enrico Forte evidenziavano gli errori fatti in questi 5 anni dall’attuale amministrazione e se hanno mai letto quegli atti amministrativi critici. “Non si può andare con Coletta “per partito preso” perché lui rappresenta il simbolo della vittoria sulle destre: ci vuole concretezza e rispetto per i cittadini, non solo cieca adesione ideologica”, sottolinea la consigliera.

I militanti l’accusano di avere sempre “giocato” per se e di non aver fatto rete con loro. Lo dicono con parole molto più forti e offensive. “Sono solo attacchi personali e minacce senza velo, ribattono in molti, che mettono in evidenza l’assoluto vuoto politico e la triste involuzione di questo partito”.
Erano sicuri che Nicoletta non avrebbe fatto nulla. Che sarebbe sparita per un po’, pur di non prendere una decisione. E sapete perchè, spiegavano? Perchè Nicoletta ha tutto l’interesse a rimanere nel Pd, in quanto sarà lei a fare la vicesindaco. Ma a quanto pare lo scenario era diverso: “Mi risulta, dice la ex consigliera, che sia stato posto un vero e proprio veto da parte del sindaco e di LBC sulla mia persona per questo ruolo, come anche so che è stato chiesto da parte della segretaria di LBC di evitare di “portare la Zuliani” a riunioni con LBC.
Come si può sopportare che si venga a decidere dentro casa nostra?
Abbiamo o no il diritto di esprimere le nostre idee, di apportare correzioni, di proporci come teste pensanti, teste politiche, oppure dobbiamo semplicemente adulare il sindaco, dirgli che tutto va bene, dirgli che lui è il più bravo di tutti?”
In tanti e in tante non hanno digerito Paradigma X, ma questa è tutta un’altra storia

I social sono ormai lo specchio di questa società. Da quel che si legge, l’uscita della Zuliani sta rimettendo tutto in discussione. Gli equilibri e gli accordi fatti, si sono spezzati. Si vanno rimodulando disegni non progettati e non programmati. Le sorprese sono già iniziate.
Munitevi di ventagli.


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