Quando i soldi nelle tasche di noi baskettari cominciavano ad essere più pesanti, negli anni settanta, fu facile la scoperta di eccellenti ristornati a base di pesce con in testa Benedetti Mare. Valerio Pennacchia era sempre presente da Ciro – sulla Via Mediana e altri punti eccellenti di ristoro con Pinot Grigio ghiacciato e un Corvo di Salaparuta sul tavolo. Se arrivava qualche giocatore di alto lignaggio gli facevamo assaggiare la tipica cucina friulana del Fogolar Furlan. E’ stato il caso di Bob Morse – infallibile tiratore della Ignis di Varese – che visitò Latina in occasione del trofeo Peppino Tosarello. L’amicizia di Pierino Duprè – insieme a me presiedeva la Virtus Latina – con molti esponenti del mondo della palla a spicchi aveva portato ogni sera a registrare il tutto esaurito nel suo locale al Lido di Latina, il famoso Punto Loran ora gestito dalla figlia Marta. Non mancavano le puntate culinarie da Secondo e Gianni Carboni sulla bella terrazza del loro locale tra Capo Portiere e Foceverde. I due fratelloni avevano anche creato a Rio Martino un ristorante dal quale ci si affacciava per vedere il mare e il canale, una sorta di piccola Bangkok e del floating market. E la birra? Uno dei più attenti imprenditori nel settore dei pub è stato il mitico Rocco in Viale Cesare Battisti, insieme al Leone Rosso. Giovanni De Zardo riforniva e ancora rifornisce molti pub e birrerie della zona. Ricordo con piacere di avere visto insieme a Luigino Pierro, Claudio Mantovani, Luigi Ceci, Casimiro Di Resta, al locale Vidikon della famiglia De Nardo in Via Isonzo, la finalissima di Coppa dei Campioni che vide i successi del Banco di Roma nel basket con il Barcellona a Ginevra. Davanti al televisore il tifo era da stadio, a testimonianza della popolarità del nostro sport in quel momento a Latina, nel 1984. In quegli anni faceva furore anche la birreria Leone Rosso, in viale Marconi. Era un appuntamento fisso serale per giovani calciatori con in testa l’attuale sindaco Damiano Coletta. Meno folta la presenza dei cestisti. A proposito di birra, è un piacere assaggiare il prodotto artigianale di Alessio Maurizi e Luciano Landolfi di Eastside Breawing. Nel 1972 Gianclaudio Pennacchia e Gianni Catavolo organizzarono una piccola discoteca allíinterno di un palazzo in Viale Dello Statuto con cannucciate di vimini al muro, oppure confezioni vuote di uova. Il ballo non mancava mai. La Virtus Latina organizzò una serata musicale al Pierrot di Borgo Grappa con la presenza del Gruppo Italiano, un complesso che andava per la maggiore negli anni Ottanta. Tra gli amici che hanno sempre aiutato considerevolmente il mondo dello sport e le mie iniziative va annoverato Nilo Sangiorgi che ora abita a Merano. Nilo e la sua famiglia, dopo aver girato il mondo, decisero di ritornare nella zona pontina e acquistare il ristorante Biagi al Mare. Nilo ha poi acquisito il ristorante Il Fioretto, uno dei simboli della “Latina da bere” degli anni Settanta e Ottanta. Latina. Come si fa a dimenticare il Fioretto? Impossibile. La location di via dell’Agora fu inaugurata dalla famiglia La Penna, di origini setine, poi passò ai Sangiorgi. Nilo Sangiorgi è personaggio estroso, dopo aver lavorato come musicista sulle navi da crociera aveva fatto esperienza come giovane manager in alcuni alberghi per decidere il grande salto nel capoluogo pontino. Il mondo dello sport pontino si ritrovava spesso in quel locale cosÏ caldo e accogliente, anche la boxe, sempre presente in città sin dagli anni Trenta organizzava presentazioni di eventi in quel locale. Non mancava la figura del popolarissimo Tullio Cinto, arbitro di calcio, ma soprattutto speaker durante le riunioni alla Casa del Contadino, al Cinema Giacomini, Arena del Circolo Cittadino, Palazzetto dello sport. Tullio Cinto non pronunciava mai la parola Latina, essendo un mussoliniano convinto. La presentazione di un pugile al microfono era la seguente: “per i pesi medi salgono sul ring: Rossi di Roma e Bianchi di questa città”. Le case vinicole hanno spesso abbinato in Italia il loro nome ad associazioni sportive. Nel lontano 1984 con la Virtus Basket Latina conquistai la promozione in serie C2 con la denominazione Vini Circeo, un consorzio formato da Sant’Andrea, Circeo, Vodice, San Luca. Adesso da qualche anno è stata piacevole la scoperta del ristorante Cicerone 18 di Barbara Santomassimo, fervente appassionata del nostro sport e della pizzeria Lavori in Corso di Filippo Cosignani, un avvocato con la passione per i fornelli. Filippo, ogni sera, delizia i suoi clienti leggendo alcuni brani tratti dai libri scritti dal suo amico Pierluigi Felli. Si posiziona al centro del locale e recita con uno stile del tutto personale i brani che ritiene più adatti a interessare i commensali. Il ristorante L’Amo a Capo Portiere conta tra i suoi soci il sempre presente Dario Scodavolpe che troviamo anche allo stabilimento balneare Kusi. L’Angolo del Tagliere a Pontinia è una creazione della famiglia Casalvieri che propone ottima carne alla brace. Anche lì pivot, playmaker e coach sono di casa. Gli albergi dove alloggiavano preferibilmente le squadre ospiti erano l’Hotel Europa l’Hotel de la Ville, quello di Paolo Sperandeo al Lido di Latina.























