Le palme non ci sono più da un pezzo e forse mai più ci saranno, malgrado in molti ne auspicassero una ripiantumazione. Restava la lunga e larga striscia verde che corre parallelamente alla strada. Uno dei segni distintivi di via Carlo Alberto, la trafficata arteria che fa da collante tra Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo e centro storico di Sabaudia.

Da oggi però sono entrati in azione i mezzi di scavo per la realizzazione della pista ciclabile che, attraversando la città, si collegherà al lungomare via ponte sul lago di Paola. E probabilmente quel prato non ci sarà più o quanto meno sarà suddiviso in esigui corridoi, rimanendo mutilato delle sue originarie caratteristiche.

I lavori rientrano nel più ampio progetto delle “Ciclovie del Mare”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per promuovere una mobilità alternativa in un’ottica di sostenibilità ambientale.

Nulla da dire sulla validità delle finalità dell’iniziativa, ma lungi dal pensiero di tanti cittadini che l’impresa, nonostante il lago ventaglio di alternative a disposizione, sarebbe passata per lo sconvolgimento di quell’ormai familiare polmone verde.

E, quando nei giorni scorsi gli operai hanno recintato lo spazio in questione e dato corso alle operazioni preliminari, ecco partire dai social il tam tam della chiamata a raccolta per cercare di salvare il salvabile

Così alle 9 e mezzo di stamane, come concordato, una piccola folla si è radunata “sul luogo del delitto”, per manifestare civilmente il proprio dissenso verso un’opera, di cui i più non conoscevano i dettagli, destinata a stravolgere i connotati di una parte importante della città.

Ma il dado ormai è tratto: la pala meccanica è già attiva e sta scavando il solco.

Le aiuole spartitraffico di via Carlo Alberto non saranno più quelle di una volta.

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