L’angolo delle curiosità: Pier Paolo Pasolini

6

L’angolo delle curiosità: Pier Paolo Pasolini 

          Pasolini aveva un intuito febbrile e profondo che rappresentava il tratto più riconoscibile del suo carattere e della sua poetica.

          Allo scrittore siciliano Leonardo Sciascia non piacque per niente il film di Pier Paolo Pasolini Salò e le 100 giornate di Sodoma. Lo giudicò un film irricevibile per la sua crudeltà e la sua violenza e raccontò di aver sofferto maledettamente durante la proiezione. Però dopo la morte del poeta di Casarsa pianse e fu addolorato anche per non avergli saputo esprimere a suo tempo sentimenti umani e di solidarietà nei giorni più difficili vissuti dall’amico a cui si sentiva particolarmente legato.

          Pier Paolo Pasolini è stato un protagonista della cultura italiana che ha fatto riscoprire la città di Sabaudia dalle linee architettoniche razionaliste Una città sublime diceva Pasolini in cui passeggiava durante il periodo estivo insieme con Moravia.

             Scrive Alberto Moravia nel libro di Alain Elkann, Vita di Moravia che: «il principale aspetto del carattere di Pasolini era la dolcezza. Una dolcezza strana, in parte di origine contadina, in parte pedagogica. Pasolini è stato, pur sempre, per tutta la vita un maestro di scuola friulano. Accanto a questa dolcezza doveva esserci in lui una capacità di nascondere le ferite della sensibilità che sono proprie di tutti gli artisti e soprattutto d quelli che come Pier Paolo Pasolini sono “diversi”.

      Il professore Rino Caputo in una intervista ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Molti sostengono di conoscere Pasolini, ma non credo sia vero e sia così letto e frequentato. Basterebbe consultare le vendite delle sue opere pubblicate da Garzanti, così come basterebbe scorgere le programmazioni scolastiche per rendersi conto che pochi trattano e studiano le opere sia filmiche sia letterarie di Pasolini. In generale di Pasolini si parla molto, ma si legge e si conosce poco. Comunque credo che ancor meno conosciuto è il Pasolini polemista e giornalista, l’autore degli Scritti corsari e delle Lettere luterane. E ritengo sempre troppo poco lette e meditate le poesie di Religione del mio tempo e di Le ceneri di Gramsci, l’ultimo esempio di poesia civile in Italia, paese in cui tanto si sperimenta a livello letterario, tanto si ricerca, ma ben poco la letteratura dice di “civile” e impegnato! La nostra letteratura oggi è una letteratura alla moda che ricerca solo il plauso del pubblico, ma ben si guarda dall’affermare scomode verità e concetti complessi. La vera lezione di Pasolini, invece, è in questo continuo ed illuministico atteggiamento pedagogico e di denuncia, in una straordinaria dimensione civile di tutta la sua produzione letteraria».

             Nella nostra tradizione letteraria il posto che occupa Pier Paolo Pasolini, secondo il Prof. Rino Caputo è «Il posto dei classici perché ha avuto la capacità di ereditare la tradizione letteraria italiana e di trasformarla, in modo creativo, guardando verso il futuro. Come tutti i grandi poeti Pasolini è stato anche un profeta, un innovatore, una personalità scomoda a cui comunque dobbiamo riconoscere grandi meriti per la sua straordinaria lucidità ed ampiezza di interessi».

Il dialetto, per Pier Paolo Pasolini, è la “lingua della madre”. Al poeta di Casarsa il dialetto rivela i caratteri incontaminati di un mondo chiuso nel proprio orizzonte, nei propri ritmi naturali: non un mondo realistico, ma un mondo idilliaco, dove tutto appare innocente, luminoso. Il recupero di un dialetto, secondo Pasolini, come idioma materno e fuori dal tempo rappresenta la creazione di una lingua della poesia sempre ricchissima e intoccabile da contaminazioni della realtà presente.

Secondo il filosofo Massimo Cacciari il poeta e scrittore Pier Paolo Pasolini diceva, mezzo secolo fa, che «il fascismo attuale non è quello archeologico del saluto romano e della camicia nera, ma quello della normalità omologante, del neo-capitalismo senza patrie, del feticismo consumistico.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.