Desiderio e piacere di leggere

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Desiderio e piacere di leggere              (Viaggiare nel tempo e nello spazio)                                Introduzione

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere. (Gustave Flaubert)

            Leggere i libri significa non soltanto decifrare dei segni scritti, ma acquisire uno strumento cognitivo per identificarsi con una comunità, per partecipare in maniera attiva e creativa a una società e per impadronirsi di conoscenze ed esperienze necessarie e utili per la vita.

Leggere è una attività certamente gioiosa e nello stesso tempo impegnativa perché la lettura è esigente, chiede disponibilità di tempo, attenzione, concentrazione e riflessione. Leggere un libro, un saggio, un romanzo, un racconto o una poesia, vuol dire avere la possibilità di acquisire una visione sul mondo, sulle cose e su sé stessi.

La lettura, che richiede una pensosa solitudine, un profondo silenzio, una concentrazione e un ritorno alla propria intimità, è alla base di molte delle nostre interazioni con il mondo interno ed esterno che ci circonda.

Leggere è lasciarsi trasportare, vivere attraverso le sensazioni ed emozioni, i sentimenti e passioni, i pensieri e idee e le fantasie di un poeta, di uno scrittore e di un saggista. Nel piacere di leggere si compie l’esperienza di comprendersi attraverso l’incontro, il dialogo e il confronto con l’altro. Leggere attentamente, con desiderio e piacere, alimenta, oltre la passione di ricercare, di esplorare e di sapere, anche il “fuoco” dell’immaginazione.

Leggere consente di viaggiare nel tempo e nello spazio e perciò è molto importante scegliere che cosa leggere. Il desiderio di leggere e di approfondire aspetti e questioni concrete della storia e della vita quotidiana rende le persone migliori, incentiva l’empatia, la tolleranza e accentua la capacità di comunicare, di comprendere gli altri e di capirsi.

Sant’Agostino, nelle Confessioni, a proposito del modo in cui leggeva sant’Ambrogio, “dottore della Chiesa”, ha scritto: «Quando leggeva i suoi occhi esploravano la pagina e il suo cuore coglieva il significato, ma la sua voce taceva, e la sua lingua era ferma».

Si legge per pensare, per godere della bellezza di una emozionante poesia, di un piacevole romanzo, di un intenso e affascinante saggio, ma sempre con uno scopo: imparare a vivere bene con sé stesso e con gli altri. Non si legge solo per sognare e fantasticare, si legge anche per trovare conforto, comprensione e consapevolezza della realtà.

Cesare Pavese, nel suo diario Il mestiere di vivere, ha scritto: «Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquisiscono sulla pagina un suggello di conferma». Leggere è una attività stimolante quanto ascoltare o vedere; è una ri-creazione e una effervescenza mentale.

Si legge con un ritmo personale, modulando la velocità, interiorizzando quello che interessa assimilare e non quello che poeti, scrittori, scienziati e artisti, con le loro produzioni, propongono con sobrietà o con impeto. Leggere si coniuga con la libertà di interpretare i testi prescelti, con spirito libero e critico della mente.

Sono stato sempre un lettore onnivoro, animato da un’inesauribile e insaziabile curiosità di conoscere persone, luoghi e cose nuove, di indagare il senso complesso della vita, di scoprire nuovi orizzonti e affrontare emergenti e complicati problemi di attualità, di comprendere e approfondire eventi e argomenti innovativi da interpretare.

Già dall’indice del libro, che è un’ampia silloge di variegate recensioni pubblicate nel corso degli ultimi anni, è possibile dedurre quali interessi intellettuali ho coltivato, quali autori ho prescelto, quali contenuti ho privilegiato per diventare una persona libera, aperta, capace di vivere in sintonia con il mio tempo.

Nelle varie e articolate sezioni del testo sono state raccolte oltre alle recensioni di saggi, racconti, romanzi, liriche, anche brevi profili e ritratti di personaggi che sono stati importanti e decisivi “maestri” per la mia crescita culturale, sociale e spirituale. Libri che ho letto, analizzato a scopo di informazione, di studio e di svago.

Il desiderio di leggere, con passione, libri di saggistica, narrativa e spiritualità, mi ha permesso di dialogare con i “maestri” del passato, di colloquiare con migliaia di persone vissute in epoche storiche diverse, di aprirmi a nuovi scenari e prospettive e di migliorare la mia comprensione del mondo.

Ho sempre considerate sagge le parole di Jorge Luis Borges che ha scritto: «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito…perché la lettura è un’immortalità all’indietro».

 

 


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