Quante foglie sono cadute in questi giorni davanti alla piancoetca davanti a quella scala di ferro ormai fuorilegge che portava all’interno della sala conferenze del Palacultura . Tutto sbarrato.
Vittorio Buongiorno sul “Messaggero” ci ricorda che manca l’OK antincendio. L’ultima apertura risale al dicembre 2017, quando Latina compiva 85 anni . Una mostra dedicata a “Sibò Futurista” curata da Francesco Tetro e dai familiari dell’artista, Luigi Bossi. Mancano le uscite di sicurezza, bisognerebbe fare un intervento di adeguamento alle nuove normative. Eppure nella pinacoteca ci sono opere recuperate dopo il saccheggio, avvenuto alla fine della II guerra mondiale. Ricordo i servizi che facemmo come TGR RAI. Opere importanti degli anni trenta. Oggi tutto è sbarrato, come il Piccolo Teatro (Cafaro), mentre il D’Annunzio ( per fortuna! ) riapre il 5 dicembre, con uno spettacolo di Silvio Orlando.
Le foglie morte sono spazzate via dal vento e ci ricordano come a Latina sia difficile fare cultura.
Jacques Prevert – Le foglie morte (Les feuilles mortes)
JACQUES PREVERT
Poesie scelte: JACQUES PREVERT, Le foglie morte (Parma, Guanda 1987).
Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com’era più bella la vita
E com’era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi
È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi
Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti
Com’era più bella la vita
e com’era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica…
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre
È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.
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