FONDI – Il gruppo consiliare della Lega accende ancora una volta i riflettori sulla situazione del pronto soccorso di Fondi.
LA NOTA STAMPA
“Emerge chiaramente come il Pronto Soccorso di Fondi stia funzionando da tampone del sistema del terzo polo ospedaliero compreso tra i potenziamenti sanitari nel nord e sud della provincia, reggendo il peso di condizioni di problematiche di assenza di personale.
Una cronicità che viene tamponata con medici a chiamata che fanno turni lunghissimi mettendo in discussione il servizio reso ai cittadini e ai pazienti.
La situazione è ulteriormente aggravata dallo stress lavoro-correlato, indicato come la principale causa di disaffezione dei medici verso il lavoro in Pronto Soccorso, seguito da un’insufficiente valorizzazione economica e una qualità della vita legata a rischi medico-legali e di sicurezza.
Lo stress correlato a un’attività intensa è anche l’elemento più critico in assoluto che definisce la disaffezione dei medici al lavoro in Pronto Soccorso, prima ancora che la valorizzazione economica.
Ma rende insicuri i luoghi che dovrebbero salvare la pelle ai cittadini
L’art. 32 definisce espressamente la salute come un diritto fondamentale dell’individuo, che deve essere garantito a tutti (cittadini italiani e stranieri). Ciascun cittadino ha il diritto a essere curato e ogni malato deve essere considerato un ‘legittimo utente di un pubblico servizio, cui ha pieno e incondizionato diritto’.
Chiediamo ad alta voce che gli organi predisposti al controllo prendano in esame le tabelle dei turni svolti nel pronto soccorso di Fondi per capire che è impossibile che un medico sia lucido in un lavoro così delicato con una tabella di marcia interminabile.
Agli operatori va il nostro massimo plauso e sostegno ma in tal caso possiamo andare incontro ad un vero e proprio collasso emotivo ed energetico dovuto al troppo impegno lavorativo che uccide la motivazione al lavoro ed è pericoloso per la nostra salute generale.
Ci duole constatare che per garantire l’emergenza ci sono medici che svolgono turni di 24 ore continuativi mettendo a rischio la propria sicurezza e quella dei pazienti ( notizia appresa da operatori interni ed esterni al pronto soccorso).
Tale modus operandi oltre ad essere contrario a qualsiasi norma sul lavoro e inaccettabile per un servizio pubblico che tutela la salute delle persone. Un vero vergognoso paradosso”.
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