SABAUDIA – Dimissioni annunciate la sera che il giorno dopo si trasformano in revoca dell’incarico. “Una situazione paradossale” per Pia Schintu, ex assessore comunale di Sabaudia, quella vissuta tra i giorni 9 e 10 marzo e spiegata via social alla città
La sera del 9, racconta nel video postato stamane, giustappunto per ragguagliare cittadinanza sui motivi della sua decisione, in compagnia di Mirco Mincarelli e di Antonio Vecchione l’uno consigliere comunale, l’altro coordinatore dell’associazione di Sabaudia Civica, incontra il sindaco Mosca per metterlo al corrente della sua decisione di rassegnare l’indomani le dimissioni in maniera ufficiale dalla carica a Servizi Sociali e Pubblica Istruzione, non prima però di aver partecipato al Consiglio Comunale, quello andato poi deserto per mancanza del numero legale dei componenti, dove si sarebbe dovuto procedere all’approvazione della relazione propedeutica al bando di gara per le mense scolastiche. Con grande sorpresa, però, la mattina seguente, l’ormai ex assessore viene a sapere che il sindaco ha giocato d’anticipo revocandole gli incarichi assessorili senza formale comunicazione. Una comunicazione che a lei giungerà solo a pomeriggio inoltrato.
Poi la Schintu passa al nocciolo della questione: i motivi a monte della sua scelta politica. E torna indietro nel tempo, al 2022 quando, poco dopo l’elezione, Mosca decise di lasciare la lista civica da lui creata, una delle due che insieme a Forza Italia componevano la coalizione vincente, per assumere il ruolo super partes di garante della stessa. Qualche tempo dopo, ecco il repentino passaggio del primo cittadino nelle fila di Forza Italia. Una “capriola” per niente condivisa dalla stessa Schintu “perché andava ad alterare gli equilibri con la quale ci eravamo presentati al voto, rappresentando altresì un cambiamento significativo nei confronti dell’elettorato”. Ed è proprio da questa improvvisa svolta che Pia Schintu fa risalire il modus operandi adottato poi dalla maggioranza, “poco aderente con quelle che sono le dinamiche politiche, in particolare per quanto riguarda la condivisione dei provvedimenti più importanti che dovevano essere oggetto di riflessioni serie ed analisi più approfondite soprattutto quando in ballo entrava l’allocazione di risorse nei vari settori. In tal senso devo dire che la gestione è stata condotta con un sistema sempre più padronale che di tipo partecipativo. E di quest’andamento ho sempre parlato in ogni contesto assembleare”.
Nonostante tutto però, da assessore, dice di aver sempre continuato a dedicarsi con estremo impegno alle sue funzioni per cercare di adeguare il lavoro dei settori di sua competenza, specialmente quello dei servizi sociali, ai bisogni dei cittadini. Un lavoro che, tiene a sottolineare, ha trovato sempre il giusto riconoscimento sia da parte della maggioranza che delle minoranze consiliari, “un motivo di grande soddisfazione perché significa aver operato bene per la città”. Senza dimenticare di aver acceso i riflettori anche su altri problemi assai sentiti in città, quali il funzionamento delle caldaie delle scuole, la scala fatiscente del Giulio Cesare, il servoscala per alunni disabili, compresa la situazione di Bella Farnia meritevole di attenzione al fine di scongiurare eventuali pericoli: una sorta di promemoria da consegnare nelle mani del successore.
L’esponente di Sabaudia Civica conclude il suo intervento toccando la vicenda giudiziaria che ha colpito i vertici dell’Amministrazione. In primis l’augurio alle persone coinvolte di uscirne al meglio e il prima possibile. “Ma è innegabile – considera – che quanto accaduto non può non intaccare il rapporto tra Amministrazione e cittadini. Se ne sarebbe dovuto parlare di più ed aprirsi alla città senza chiusura alcuna. Ed è appunto dalla lesione di questo rapporto fiduciario che nasce la volontà di dimettermi, nella speranza che la situazione possa risolversi nel miglior modo possibile e me lo auguro anche per la città. Chi mi conosce sa che io non sono attaccata alla poltrona, ma sono molto legata ai valori e a ciò in cui credo. Lascio ai cittadini il giudizio sul mio operato ed anche su questa mia scelta, accettando sempre e comunque eventuali critiche. Ma questo è il rispetto che io devo a Sabaudia e a cui non mi sono mai sottratta e mai mi sottrarrò”.






















