È venuto a mancare quest’oggi, all’età di 79 anni, Giuseppe Savoldi, uno dei centravanti più forti degli anni Settanta. Nato a Gorlago il 21 gennaio 1947, si è spento a Bergamo al culmine di una lunga malattia.
405 presenze e 168 reti in serie A, è stato tra gli attaccanti più prolifici della sua generazione. Capocannoniere nel campionato1972/73 e per ben tre volte miglior bomber di Coppa Italia.
Cresciuto nell’Atalanta, esordì giovanissimo in Serie A nel 1965. Dopo le prime stagioni a Bergamo, si impose definitivamente con l maglia del Bologna, città dove visse gli anni migliori, vincendo due Coppe Italia e affermandosi come uno dei realizzatori più affidabili del campionato.
Ma Beppe, come erano soliti chiamarlo colleghi e tifosi, viene ricordato anche per il suo faraonico trasferimento al Napoli nella stagione 1975-76 per la cifra di due miliardi di lire. Un record per quegli anni, tanto da fargli meritare l’appellativo di “Mister Due Miliardi”. Vero e proprio idolo dei supporters partenopei, in azzurro segnò 77 gol in quattro stagioni, gettando le basi per quello che da lì a poco più di un lustro sarebbe diventato il Napoli di Diego Armando Maradona.
Ritornato a Bologna, la sua carriera fu segnata dalla squalifica per il caso Totonero. Ultimi lampi nel 1982 con l’Atalanta, prima di appendere definitivamente le scarpette al classico chiodo. In nazionale collezionò quattro presenze e un gol.
Dopo aver lasciato il calcio giocato, Beppe Savoldi intraprese la carriera di allenatore nelle serie minori, per calarsi poi nelle vesti di commentatore sportivo.
“Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all’ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore”, così la famiglia ha dato l’annuncio della sua morte.
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