Caso Mollicone, ancora un colpo di scena in aula: “Torriero vide Serena in caserma il giorno della scomparsa”. A dichiararlo è stata la teste chiave che questa mattina aveva presentato un certificato medico non presentandosi in aula, ma per la quale la Corte ha disposto l’accompagnamento coattivo. Da Fonseca (giunta nel primo pomeriggio a Roma), vicina di casa di Torriero – amica di Santino Tuzi, il brigadiere dei carabinieri trovato morto in auto (caso chiuso come suicidio) dopo le sue dichiarazioni sulla presenza di Serena in caserma – le avrebbe confidato dettagli cruciali sulla mattina del primo giugno 2001. Il punto di partenza sono state alcune intercettazioni inedite entrate questa mattina per la prima volta nel dibattimento, conversazioni contenute in una ambientale del 28 settembre 2008 e una telefonica del 10 ottobre 2008, le cui trascrizioni – che l’Adnkronos ha potuto visionare in esclusiva – sono state consegnate alla Corte dal perito incaricato.
Da Fonseca ha confermato in aula che Torriero le disse che “il giorno della scomparsa di Serena era andata in caserma a portare un panino con il prosciutto e una scheda telefonica a Santino Tuzi”, ha dichiarato la teste davanti ai giudici. In quel frangente, stando al racconto, anche la stessa Torriero avrebbe incrociato lo sguardo della giovane studentessa di Arce. Circostanza, però, smentita da Torriero nel primo processo d’appello. A corroborare la deposizione ci sarebbero proprio le intercettazioni inedite. In aula è stato ascoltato anche l’altro protagonista di quei dialoghi registrati, l’appuntato dei carabinieri Ernesto Venticinque, al quale Da Fonseca diceva all’epoca, riferendosi a Torriero: “Ti ho detto, lei sa tutto. Capito? Lei sa tutto però non lo dice niente!”. I passaggi delle conversazioni, visionati e portati alla luce per la prima volta in dibattimento, mostrano lo scambio serrato tra Da Fonseca e Venticinque mentre ricostruiscono le confidenze di Torriero sui verbali di Santino Tuzi e su quel venerdì mattina.
/Fonte Ciociaria Oggi )
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