Allo stadio King Abdullah Sports City di Jeddah (Arabia Saudita), alle ore 18:30, si disputa la partita valida per l’assegnazione della Supercoppa Italiana, nella quale si affrontano Juventus- Milan.
Non è una novità per il Calcio del Bel Paese, quella di disputare questo evento all’estero, basti pensare alle edizioni giocate negli Stati Uniti, Cina, Libia e Qatar.
La triste realtà della Supercoppa 2019 sta nell’impossibilità, per le appassionate donne, di decidere liberamente in quale settore dello stadio seguire la gara. Infatti la vendita dei biglietti è divisa in due categorie: “singles” e “families”. Citando testualmente il sito della Lega Serie A che recita: “i settori indicati come singles sono riservati agli uomini,i settori indicati come families sono misti per uomini e donne”
Il Presidente Gaetano Micciché tenta, maldestramente, di difendere la sua Lega di Serie A, attraverso un comunicato che recita:
ogni cambiamento richiede tempo,pazienza e volontà di confronto con mondi distanti.Fino allo scorso anno, le donne non potevano assistere ad alcun evento sportivo,da pochi mesi hanno accesso ad altri settori dello stadio.La nostra supercoppa sarà ricordata dalla storia come la prima competizione ufficiale internazionale a cui le donne saudite potranno assistere dal vivo”
L’Italia, come Stato, ha stretti rapporti commerciali con l’Arabia Saudita e l’Italia calcistica non fa eccezione. È comprensibile che la Lega sia attratta dagli indubbi vantaggi economici della trasferta in terra Araba, ma la limitazione vergognosa alla libertà delle tifose appare intollerabile e desta ulteriore scalpore, se messa in relazione alla recentissima giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il 25 Novembre scorso moltissimi personaggi, legati al mondo del calcio, hanno espresso la propria solidarietà nei confronti dell’universo femminile. L’ormai celebre segno rosso sul volto, accompagnato sempre da bellissime parole, oggi, ha il sapore di vuota retorica e grande ipocrisia.
Gianmarco Petrianni


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