All’origine, tanti addosso a me contrario ai 5Stelle e tutta la compagnia (prevenuto,pregiudizio stupidità). Ma di politica io non capisco nulla, di i giovani,sì! Credo di aver sempre capito e parteggiato per loro purché intelligenti per quanto non studiosi,ribelli etc., sempre sostenuti e difesi. Sanremo ha vantato di aver proposto il discorso padri-figli,cosa buona e giusta. Che le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli sarebbe sacrosanto ma,purtroppo, spesso accade; che il padre di Mohamud o come si chiama costui sia un egiziano è solo un dettaglio; che gli egiziani hanno massacrato Reggeni non è un dettaglio: come giurato mi sarei posto,almeno a margine, il problema. Che il giovanotto non abbia un’espressione intelligente è soltanto una mia supposizione. Che la sua canzone, a dire del suo direttore d’orchestra, sia la quintessenza così della modernità come della strumentazione,insomma, qualcosa di assolutamente innovativo, non sono tecnicamente in grado di valutarlo. Ad ascoltarla mi pare idiota e sgradevole ma io non capisco, eppure Calcutta (n.b. ha frequentato il Classico!) lo capisco anche se non è il mio genere di musica, nonostante che lui sia di Latina e non della Papuasia! Che il testo abbia un alto significato sociale e familiare,mi dispiace, non riesco a percepirlo. Ho avuto modo di riascoltare la canzone in questo fracasso assordante postumo e assolutamente ingombrante, dove si vuole imporre a tutti i costi una vittoria non solo discutibile, ma faziosa, irresponsabile e strumentale al buonismo-populismo, al giovanilismo d’accatto, soprattutto alla denigrazione della qualità o cultura che dir si voglia. Addirittura “diseducativo” da parte dei giurati per aver mortificato un giovane di talento quale è Ultimo, il talento e l’esperienza artistica e professionale della Berté, la poesia e lo spessore culturale e poetico di Cristicchi, liquidato col solito premio di consolazione. Documentato (ci mancherebbe!) circa il concetto di “non senso” o dell’ “assurdo” letterario, linguistico, artistico, teatrale e quant’altro, ho cercato di ritrovarlo (in positivo) nel testo del giovane lombardo benché egizio ma non l’ho trovato, forse perché un “geroglifico”?! I giovani,piuttosto, vadano a vedere lo splendido film di C. Eastwood – in italiano intitolato banalmente “Il corriere” , più significativo e pregnante il titolo originale “The mule”(Il mulo)- con un attore-regista-sceneggiatore di quasi 89 anni che più giovane non si potrebbe. Da Renzi a Baglioni (i “rottamatori”) onore e gloria ai giovani (intelligenti) ma anche ai vecchi il cui valore continua a conservarli giovani. Tra questi, senz’altro come cantante, lo stesso Baglioni (come politico Renzi no, altro che superato!). (gmaul)


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