Argentina sul Tetto del Mondo. E’ stata una finale straordinaria, indimenticabile

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“È il trofeo che mi mancava. Ora voglio godermi la coppa insieme a tutti quanti. Non vedo l’ora di tornare in Argentina per vedere la mia gente”. Leo Messi sintetizza così il suo stato d’animo dopo aver coronato il sogno di una vita: aver alzato al cielo il trofeo più importante dei 41 vinti in carriera. Una conquista sofferta a cui la ‘Pulce’ ha contribuito alla grande segnando due gol durante la partita più il rigore nella lotteria finale dagli 11 metri: “È davvero impressionante che il Mondiale si sia concluso in questo modo”, sottolinea. “Ho avuto la fortuna di aver vinto tutto. Ringrazio Dio per questo. Sono riuscito a vincere la Coppa America e ora la Coppa del Mondo quasi alla fine della mia carriera. Cosa farò in futuro? Voglio giocare ancora un paio di partite da campione del mondo. È quello che tutti desiderano di più”, anticipa.

Scaloni: “Titolo meritato, abbiamo dimostrato di saper soffrire”
Lionel Scaloni a 44 anni è diventato il secondo ct più giovane campione del mondo dopo il connazionale Cesar Luis Menotti che fu profeta in patria nel 1978 a 39 anni: “Ancora non me ne rendo conto, è troppo bello essere campioni del mondo. Però non può essere che abbiamo sofferto così tanto, ma questa squadra è fatta per soffrire ed è capace di reagire a ogni cosa. Sono emozionato, e orgoglioso dei miei, sono stati un gruppo incredibile. Dopo tante critiche, ora godiamoci finalmente il trionfo perché ce lo siamo meritato”. Scaloni dedica il trionfo ai suoi genitori: “Mi hanno insegnato a capire che non dovevo mai arrendermi. Qualsiasi altro allenatore, non solo io, vuole fare le cose bene. Sono fortunato ad essere qui”.

Lautaro Martinez: “Corono il sogno che avevo da bambino”
Se l’Argentina ha alzato la coppa gran parte del merito va data anche a Emiliano Martinez che al 120′ ha chiuso lo specchio della porta a Kolo Muani evitando il 3-4 e poi nella serie finale dal dischetto ha parato il tiro di Coman: “È stata una partita molto combattuta, sapevamo che sarebbe andata così. Grazie a Dio ce l’abbiamo fatta. Ho sognato molto questa giornata. Durante i rigori mi sentivo tranquillo. Piango perché vengo da un posto molto umile e provo una gioia indescrivibile. Dedico la vittoria alla mia famiglia”. A Emiliano fa eco un altro Martinez, Lautaro: “Una sensazione unica, provo tantissima emozione. Si tratta di un sogno che avevo sin da bambino, non sono ancora in grado di spiegare quanta gioia c’è. Penso alla mia famiglia, al popolo argentino che ci aspetterà per festeggiare insieme. Il Qatar dista tanto dall’Argentina, ma qui sembrava di essere a casa, c’erano tanti tifosi e siamo riusciti a sfruttare anche quello. Siamo super contenti di alzare questa coppa”.

Paredes: “Sogno inimmaginabile, sarà difficile tornare con i piedi in terra”
Stesso umore da parte dei compagni di squadra: “Siamo campioni del mondo, non l’avrei mai immaginato, non mi sarei mai immaginato di tenere la coppa. Siamo nati per soffrire, noi argentini siamo così. Siamo in cima al mondo, penso che ce lo meritiamo”, dice Rodrigo De Paul. “Non dimenticherò mai questo momento della mia vita”, aggiunge Enzo Fernandez, eletto miglior giovane del torneo. “Venire qui, avere l’opportunità di giocare un Mondiale e vincerlo per il mio Paese, non ha prezzo. E’ un momento che porterò sempre con me. Messi se lo merita più di tutti, sono contento per lui”. Infine fa festa anche Leandro Paredes: “Non ci sono parole per descrivere questo momento. Anche nel sogno più bello non pensavo che avrei raggiunto questo obiettivo. È per la gente. È per gli argentini. Sarà difficile tornare con i piedi per terra dopo quello che abbiamo raggiunto. Siamo molto felici, abbiamo lavorato sodo per raggiungere questo obiettivo”.

Deschamps: “Perdere così aumenta il rimpianto”
Sul fronte opposto invece prevale l’amarezza. Didier Deschamps fatica ad accettare la sconfitta: “Perdere così aumenta il rimpianto. Se avessimo preso il 3-0 non ci sarebbe stato niente da dire, per un’ora non abbiamo fatto quello che dovevamo. Poi, con molto coraggio, energia e anche qualità, abbiamo spinto l’Argentina al limite ma torniamo a mani vuote. Quando sfiori una cosa e poi ti sfugge, è ancora più difficile da digerire ma bisogna accettarlo”. La Francia è stata irriconoscibile nella prima parte di gara, al punto da costringere il ct a togliere Dembelè e Giroud prima della fine del primo tempo. “Se ho fatto quelle sostituzioni così presto era perché non ero soddisfatto ed ero convinto che si potesse fare di meglio – spiega -. Questo non vuol dire che i giocatori che sono usciti fossero più colpevoli di altri. Non abbiamo avuto tutte le nostre forze per motivi diversi, non mi dilungo in spiegazioni. Abbiamo ribaltato una situazione molto compromessa grazie a qualità e mentalità ma non è bastato”. Deschamps ammette che “la delusione è tanta, ci portiamo dietro tante cose positive ma quando sei stato vicino al Graal e lo manchi, fa male. Ci vorrà del tempo per digerire. Il mio futuro? Anche se fosse andata bene non avrei saputo dare una risposta oggi. Come previsto, vedrò il presidente federale a inizio 2023 ma ora non voglio parlarne”.

Macron: “Voglio che Deschamps resti”
In tribuna, dopo aver sospinto la squadra verso la rimonta, ha sognato fino in fondo il presidente francese Emmanuel Macron: “È straordinario quello che ha fatto Mbappé, ma anche tutta la squadra. Ci ho creduto immensamente. Avevamo fatto anche un secondo miracolo e abbiamo avuto il match point, peccato”. Alla fine ha lungamente consolato a bordo campo Mbappé. “Cosa gli ho detto? Che ha solo 24 anni. È stato capocannoniere in questo Mondiale, ne ha vinto uno e ha giocato oggi un’altra finale. Ero triste quanto lui ma gli ho detto che ci ha reso molto orgogliosi e alla fine abbiamo perso una partita di calcio, questo è lo sport”. E sul futuro di Deschamps anticipa: “Gli ho chiesto di continuare, voglio che resti”.

Personalmente ho gioito perchè ho visto un bel calcio e mi ha entusiasmato. Tifavo Francia, ma sapevo che la maggioranza era con gli argentini. Perdere ai rigori è sempre brutto per tutti, ma il calcio è fatto così e noi ricorderemo questo mondiale proprio per le emozioni che ci ha riservato Messi e Mbappé, i migliori al mondo

 


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