Art Nouveau o Liberty

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Nell’esercizio anche del più umile dei mestieri lo stile è un fatto decisivo. Heinrich Böll

L’Art Nouveau o Liberty è stato un movimento artistico denominato in Italia Stile floreale che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, periodo chiamato Belle Époche, interessò largamente l’architettura, la scultura, la pittura e soprattutto le arti decorative (l’arredamento, il mobilio e le arti minori) in Europa e negli Stati Uniti.  

l termine art nouveau è nato dal nome di una galleria parigina molto di moda alla fine del XIX secolo, l’art nouveau Bing, specializzata nella vendita di mobili, vetri, ceramiche, gioielli e stoffe, che proponevano una nuova idea di bellezza per gli oggetti d’uso quotidiano.                                                                                                            L’Art Nouveau non fu un movimento unitario, ma uno “stile” o un “gusto” condiviso consapevolmente da una vasta schiera di intellettuali europei, differenti per sensibilità, formazione culturale e interessi che operavano nelle molteplici discipline artistiche, dall’architettura alla scultura, dalla pittura alle arti decorative e alla letteratura

In Gran Bretagna questo movimento si chiamò Modern Style, in Spagna Modernismo, in Belgio «coup de fouet» o Velde stile, in Germania Jugendstil, in Austria Secessionisti e, pur attraverso la varietà delle terminologie nazionali, ha mostrato un’identità indiscutibile di accezioni.

Questa estesa e rapida diffusione nei diversi Paesi dell’Occidente si ebbe per il clima culturale di rinnovamento che si verificò a seguito dell’industrializzazione e del conseguente consolidamento economico e di potere della borghesia. Infatti la crescita industriale portò in primo piano una serie di problemi che interessarono da vicino il mondo dell’arte, oltre a quello della progettazione urbanistica o degli oggetti d’uso.

Sul piano stilistico gli ideatori e cultori dell’Art Nouveau rifiutarono in maniera esplicita l’imitazione degli stili del passato, l’accademismo e l’ecclettismo dell’Ottocento e trovarono le loro fonti d’ispirazione direttamente nel mondo della natura (studiando la bellezza e la varietà delle forme), inteso non tanto come fonte diretta delle emozioni, quanto piuttosto come pretesto per una accentuata stilizzazione, basata sul caratteristico impiego di forme biologiche vegetali secondo un tipico gusto ornamentale.

I ritmi sinuosi, le cadenze, le suggestioni dell’Art Nouveau si affidarono  sostanzialmente alla linea curva, di derivazione simbolista alla quale, come ha scritto il prof. Fabio Benzi, si attribuisce «la proprietà generativa di matrice costruttiva».

Il motivo di fondo, che guidò gran parte degli artisti esponenti di questo movimento, fu il rifiuto di considerare l’arte come un’imitazione e una ripetizione della realtà rivendicando così la superiorità dell’invenzione e della creazione artistica sulla pura capacità ripetitiva e riproduttiva. Questa nuova mentalità si manifestò nell’architettura e nelle arti applicate e con particolare intensità nella grafica che si caratterizzò con una maggiore stilizzazione della figura in funzione simbolica  o semplicemente decorativa.

Negli esponenti dell’Art Nouveau è possibile notare una maggiore attenzione agli aspetti decorativi, ispirati alle stampe giapponesi, allora molto diffuse, e ai sistemi simbolisti, riletti in chiave personale e originale, con una notevole varietà di soggetti, che poi influenzeranno altri movimenti artistici.

In Italia la partecipazione allo Stile Floreale, alle novità dell’arte liberty, fu immediata e di eccezionale significato nel contesto della cultura e del gusto dell’epoca; singolare la pronta rispondenza che tali novità trovarono in pittura e scultura, a differenza di ciò che avveniva negli altri paesi europei, dove a essere influenzate furono l’architettura e le arti minori.

La piena adesione al gusto “nuovo”, in Italia, si ebbe nell’opera pittorica e grafica di Duilio Cambellotti, Galileo Chini, Adolfo De Carolis, Giulio Aristide Sartorio, Vittorio Zecchini, e in quella scultorea di Leonardo Bistolfi e Adolfo Wildt, ma soprattutto nelle realizzazioni  architettoniche e nel campo della decorazione e dell’arredo. In questo settore operarono tra gli altri, con risultati di grande qualità,  Ernesto Basile, Carlo Bugatti, Gino Coppedè, Raimondo D’Aronco, Alessandro Mazzucotelli  e Giuseppe Sommaruga.

L’Art Nouveau ha ottenuto risultati innovativi, più che nella pittura, nel campo dell’architettura, della decorazione di interni, dell’arredo e delle arti applicate e nella qualità degli oggetti d’uso. Il contributo maggiore dell’Art Nouveau, secondo l’architetto Bruno Zevi, «si è esplicato rigoglioso a livello di arredo urbano: lampioni, aiuole, stazioni metropolitane, allestimento arguto di piazze, strade e giardini, in genere regia del verde pubblico e privato».

 


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