Un racconto affascinante, con ricordi indelebili per un ragazzo di Latina che giovanissimo ha bruciato le tappe, diventando uno dei migliori ufficiali di campo nel basket italiano. Giovanni Rinaldi – meglio conosciuto nell’ambiente del cesto come Bucarillo – esprime tutto il suo amore per la palla a spicchi, tante soddisfazioni e poche amarezze. Ha avuto il piacere di assistere alle prime evoluzioni di Kobe Bryant a Rieti. Il racconto è ricco di aneddoti e curisità: “Mi sono avvicinato al basket nel 1975 sul campo dell’ Immacolata, dove vedevo giocare tanti ragazzi che poi sono passati nella societa’ A. B.Latina. Io non giocavo perche’ praticavo il calcio ma accompagnavo il mio amico cestista Sergio Tricarico che smesso di giocare divento’ arbitro. Nelle partite giovanili non si trovava mai il segnapunti e cosi’ – grazie a Toto Palliccia che mi ha insegnato – ho cominciato seguendo il mio amico a fare il segnapunti nelle categorie giovanili. Frequentavo il campo del Circolo Cittadino dove coach Marinelli mi chiese se volevo fare il bigliettaio la domenica quando giocava la serie B. Ero per tutti “ Bucarillo” come mi conoscono ancora in molti, bucavo le tessere degli abbonati, erano tutti paganti, nessun ingresso di favore. Feci pagare persino il Questore di Latina. Mi ricordo ancora le facce a fine partita che fecero i dirigenti nerazzurri quando gli consegnai l’ incasso di 450 mila lire. La domenica precedente avevano incassato 120 mila lire. La societa’ A B .Latina mi chiese di partecipare al corso F.I.P. a Formia con istruttore Annino Massese. Partecipammo io, Gian Paolo Calzolari e Giuseppe Pitton, abbiamo superato il corso, è cominciata la nostra attivita’ di segnapunti fino ad arrivare in sarie A1. A volte nel mitico pallone pressostatico di Latina ho sono stato impegnato anche tre partite consecutive.Nel 1978 venni promosso come ufficiale di gara in serie A1 , ho smesso nel 1995 per motivi di famiglia. Nella mia carriera cestistica ho seguito come ufficiale di campo partite importanti in serie A1 – A2 (maschile e femminile) Coppa Campioni, Coppa Korac, Coppa Ronchetti, All Star Game A1 –A2, gare scudetto ( Roma e Caserta) tanti derby Roma – Rieti, Libertas Livorno – Portuale Livorno, Napoli – Caserta, Firenze – Livorno . La prima partita fu emozionante, andavo come segnapunti a Roma dove giocava il Bancoroma con la Pintinox Brescia. Una partita che ricordo in modo particolare fu un derby tra Roma e Rieti dove in panca figuravano coach Valerio Bianchini ed Elio Pentassuglia e in campo giovani giocatori di sicuro avvenire, per Roma Tomassi e Sbarra, per Rieti Brunamonti e Zampolini. L’americano Soyourner mi impressiono’ perche’ riusciva a prendere la palla a spicchi con una mano . Anni dopo andavo spesso per la gara di campionato a Rieti, ricordo perfettamente di un bambino che giocava prima della partita, nell ‘ intervallo e a fine incontro . Quel ragazzino era Kobe Bryant che guardava le partite del padre impegnato con la maglia del club sabino . Ci sono molti aneddoti. Tra Roma e Cantu’ al Palaeur ho vissuto un episodio che ricordo bene. Coach Bianchini chiedeva time out su canestro subito in una gara punto a punto, io non fischiai secondo regolamento, lui protesto’ e si arrabbio’ dicendomi cose che non condividevo. Lo mandai a quel paese, ci siamo poi guardati e insieme ci siamo scusati . Gli arbriti non mi dissero niente e con Bianchini ogni volta che ci incontravamo ci salutavamo con rispetto. Gli arbitri con i quali ho fatto coppia per le partite sono stati Fiorito, Martolini , Vitolo, Duranti, Albanesi.Sono stato fortunato nel vedere giocare grandissimi giocatori sia italiani che stranieri,essere a stretto contatto con allenatori che hanno fatto la storia del nostro basket.Altro aneddoto. Si disputava gara-2 play off scudetto a Caserta al Palamaggio’, io dovevo arrivare almeno un ‘ora prima della gara , di solito arrivavo molto prima. Rimasi intrappolato nel traffico che da Caserta portava al Palamaggio’ di Castelmorrone. Preso dall ‘ ansia di non arrivare in tempo, chiamai il general manager Giancarlo Sarti, mi disse di parcheggiare e aspettare che mi venissero a prendere. Con sorpresa arrivo la vettiura della polizia che mi prelevo’ e condusse al palazzetto . Mi resi conto, percorrendo la strada, di quanto pubblico veniva per la gara , due ore prima il Palamaggio’ era tutto esaurito. Altro episodio che mi fa sognare. Ho conosciuto bene Aldo Giordani, designato telecronista in una partita che veniva trasmessa dalla Rai solo per il secondo tempo. Il grande giornalista sportivo mi chiese se potevamo cominciare alcuni minuti prima per la diretta, gli dissi di no per regolamento, ci rimase male. Domandai agli arbitri e ai dirigenti delle due squadre se accettavano la cosa, cominciammo la gara con cinque minuti di anticipo, entrando in campo mi fece con la mano un ok e a fine partita ci venne a ringraziare. Da allora ogni volta che ci incontravamo ci salutavamo e si cominciava cinque minuti prima. Attualmento seguo meno di prima il basket, pratico il ciclismo partecipando a gare amatoriali e gran fondo, sono giudice di gara e organizzatore di eventi”.























