Berlusconi non ha delfini, ma una leonessa alla quale affidare il partito: Francesca Pascale

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A pensarci bene Forza Italia un leader ce l’ha ed è una donna. La prima ad attaccare a brutto muso Matteo Salvini, intravedendone il disegno maggioritario per fare del centrodestra italiano nato ad Arcore nel 1994, il laboratorio di un truce sovranismo.

Ed, infatti, la leader a cui ci riferiamo è una donna del sud, campana, garanzia cioè di passioni forti: Francesca Pascale.

La compagna di Silvio Berlusconi da che si esibiva nella locale “Tele Cafone” col calippo in bocca (peraltro, lo confesso: sovente mi è capitato di rivedere quelle immagini e sempre con un certo compiacimento) ne ha fatta di strada: attivista dell’Arcigay e paladina dei diritti Lgbt è riuscita in imprese che fino a qualche tempo prima sarebbero parse, ai più, inimmaginabili: la cena a Palazzo Grazioli tra Vladimir luxuria ed il Cav, con la conseguente abiura delle battutine dal retrogusto omofobo del primo berlusconismo.

C’è un prima e un dopo, infatti, nella traiettoria politica di Silvio, e la diga ha il nome ed il corpo di Francesca. Amata, così almeno si racconta, da Marina è da anni l’anima liberal e progressista del Cavaliere.

Suo l’afflato animalista (il barboncino Dudù ha fatto storia) che ha contraddistinto tante uscite pubbliche del leader di Forza Italia, e poi il già citato impegno per gli omosessuali, un sudismo fatto di radici e passioni. E’ Napoli, infatti, a cementificare l’amore e l’affetto fra i due: le passeggiate a San Gregorio Armeno, le statuette del presepe, la pizza e le cravatte di Marinella.

Insomma, un partito che si rifaccia ai valori del Ppe e del liberalismo politico non può che essere, di fatto, alternativo alla Lega salviniana (Gianfranco Rotondi, in queste ore, ci delizia con dei Tweet che son pillole di scienza della politica), deve lavorare ad un grande fronte liberale popolare e democratico che veda insieme quella parte di Forza Italia che non vuol finire nella pozzanghera inquinata del Papeete, nella quale vorrebbero invece annegare statisti del calibro di Giovanni Toti e Maurizio Gasparri (sic!), ed un renzismo insofferente al ritorno della Ditta ex Pci.

Fantapolitica? Non proprio. Se nelle prossime 24 ore si riuscisse a trovare una quadra, in un senso o in un altro, per dare all’Italia un esecutivo, un po’ di tempo ci sarebbe per organizzare un’operazione politica senz’altro difficile ed insidiosa, ma necessaria per la Democrazia rappresentativa.

Del resto, Silvio Berlusconi ci ha insegnato che è possibile fondare, all’improvviso e dal nulla, un movimento politico, presentarlo alle elezioni e vincere tutto.

Non può esser lui il protagonista di una nuova fase italiana. Tuttavia, è da lui che ci si attende una scintilla per l’indicazione non di un delfino, ma di una leonessa.

In sostanza, l’antisalvini è una donna e Berlusconi ce l’ha in casa. E’ Francesca Pascale.


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