LATINA – “Nel Consiglio Comunale che si è svolto ieri è stata presentata la mozione sulla situazione della Casa Circondariale di Latina, firmata dal gruppo del PD, Daniela Fiore, Leonardo Majocchi, Enzo De Amicis, con primo firmatario Tommaso Malandruccolo. L’istituto è da anni alle prese con problemi di forte sovraffollamento, a discapito di chi vi lavora e di chi sta scontando una condanna” si legge in una nota stampa de PD.

“Il voto è stato unanime, e comporterà un impegno politico ed amministrativo presso gli uffici competenti, affinché si abbandoni la vecchia struttura e se ne costruisca una nuova fuori dal centro abitato, che risponda ai criteri che una società civile deve rispettare.

Tutti, senza steccati ideologici, si sono espressi a favore della mozione, a dimostrazione di una politica che di fronte ai temi importanti sa essere unita.

Il PD continuerà la sua battaglia al fianco dei sindacati e continuando il prezioso dialogo avviato con il Garante dei Detenuti”.

Questa la mozione:

“Premesso che:

i dati del tasso di sovraffollamento della Casa Circondariale di Latina ci riportano una situazione giunta al limite, una realtà esplosiva quanto silente, salvo quando le problematiche escono prepotentemente fuori da quelle mura, come nel tentativo di rivolta del 30 novembre 2021, poi rientrato grazie alla grande professionalità dimostrata dagli operatori intervenuti.

Sistematicamente lesa è la dignità di chi vi lavora e dei detenuti che vi sono ristretti, così come denunciato più volte dai sindacati di categoria e dal Garante Regionale dei Detenuti del Lazio Dr. Stefano Anastasia.

Il personale della Polizia Penitenziaria svolge il servizio all’interno di una struttura obsoleta e fatiscente, povera di spazi e di illuminazione naturale, a costo di grandi sacrifici personali, per l’organico cronicamente sottodimensionato, per un mancato turnover generazionale, per carenza di quegli investimenti economici che potrebbero mitigare l’impatto emotivo di un lavoro difficile.

La popolazione carceraria, con una curva del sovraffollamento che sembra non arrestarsi, vive aree estremamente ridotte ed inadeguate, alle prese con problemi di ordine psicologico, anche a danno degli obiettivi rieducativi e delle prospettive di reinserimento sociale.

L’edificio che oggi ospita la Casa Circondariale di Latina risale agli anni ’30 ed accoglie persone di entrambi i sessi, sia in attesa di giudizio che in regime di detenzione con condanne definitive, anche lunghe.

La capienza regolamentare è di 77 posti effettivamente disponibili, a fronte dei 118 detenuti presenti.

I dati delle presenze del 2020 ci rivelano un tasso di affollamento con picchi del 200%, mentre l’ultima rilevazione dell’anno in corso del 177%, la più alta del Lazio e nella classifica dei primi dieci istituti italiani per sovraffollamento.

Il personale della Polizia Penitenziaria che vi presta servizio conta 102 unità sulle 132 previste dalla pianta organica, con un’età media di oltre 50 anni, un deficit che si ripropone oramai in maniera atavica.

 

Considerato che

 

negli ultimi decenni c’è stata la tendenza di decentrare gli istituti al di fuori dai centri cittadini, con strutture adeguate ai nuovi standard e concepite nel rispetto di tutti, opera che non ha interessato quello di Latina, assieme a pochissimi altri a livello nazionale.

 

Pertanto

 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI LATINA IMPEGNA IL SINDACO E GLI ASSESSORI COMPETENTI

1) a farsi portavoce presso i Ministeri della Giustizia e delle Infrastrutture affinché venga presa in considerazione l’ipotesi di progettare una nuova struttura carceraria, con locali adatti al personale che vi opera ed adeguata agli attuali criteri di residenza detentiva;

2) ad inviare la mozione, con l’esito della votazione in oggetto al Ministro della Giustizia, al Ministro delle Infrastrutture, al Capo del Dipartimento della Polizia Penitenziaria, al Provveditore della Regione Lazio, al Prefetto e al Direttore della Casa Circondariale di Latina, al Comandante della Polizia Penitenziaria di Latina, al Presidente della Regione Lazio, ai Consiglieri Regionali e ai Parlamentari eletti in Provincia di Latina;

3) a chiedere che nel frattempo, per sopperire all’inadeguatezza strutturale, logistica e di organico, l’istituto ospiti solo persone in attesa di primo giudizio, mentre quelle condannate con sentenze definitive, soprattutto le donne dell’alta sicurezza, possano essere trasferite in sedi adeguate alla detenzione lunga”.


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