LATINA Sono passasti in fretta questi 30 giorni e dopo l’invito rivoltegli dal movimento LBC, Damiano Coletta ha sciolto la riserva ed ha accettato di ricandidarsi a sindaco della città. Del resto perché mai avrebbe dovuto rinunciare? Damiano Coletta, primo sindaco civico di Latina ha deciso di accettare la sfida. “Sono disposto a dare il mio impegno al 100%”. Lo ha detto in apertura di una videoconferenza stampa.
“Abbiamo sottratto la città alle infiltrazioni della criminalità organizzata. E’ vero – ha detto Coletta – non si governa solo con la legalità, ma la legalità è una condizione sine qua non. Stiamo arrivando al compimento della nostra esperienza amministrativa e lo abbiamo fatto con i valori annunciati, quelli del civismo, ma oggi dobbiamo aprirci al dialogo con i partiti che hanno preso le distanze da chi ha guidato in passato la città, con un sistema clientelare. Il Partito Democratico, i Cinque Stelle con cui stiamo dialogando mantenendo però l’identità del civismo. Questo drammatico presente è una sfida che va vinta con tutte le energie positive e responsabili che devono scendere in campo per sconfiggere strumentalizzazioni, pregiudizi, ignoranza. Ragionando in termini di collettività e di bene comune, mettendo al centro l’equità, per costruire una Latina libera”.
Coletta ha quindi confermato il suo no alle primarie proposte dal PD. Sarebbe un controsenso, ha detto, accettarle. Rispetto alle accuse dei consiglieri di centro destra, in merito all’intervista rilasciata a “Repubblica” ha confermato che la manifestazione dei ristoratori è stata strumentalizzata da un gruppo di facinorosi ben indentificati e che tutti hanno potuto notare la loro provocazione.
Latina Bene Comune, già ai primi di ottobre, aveva dato la propria indicazione spiegando di voler proseguire il dialogo con le altre forze del campo largo, sgombrando il campo da dubbi: “seppur con critiche, che accettiamo e siamo pronti ad accogliere, l’esperienza amministrativa del 2016 deve essere considerata come un punto di partenza per poter programmare il futuro” e dunque il campo largo “non potrà che ruotare attorno alla candidatura di Coletta”. Riferendosi poi al teatro, ha ricordato che per 30 anni non ha avuto mai l’agibilità e che sono stati spesi 600 mila euro per rimettere a posto tutto ciò che mancava, a causa dell’incuria in cui è stato lasciato. Il teatro D’Annunzio presto riaprirà, perché è un bene culturale per l’intera città. Dunque Coletta ritorna in campo per le prossime elezioni, che dovrebbero svolgersi a fine maggio, salvo imprevisti Covid ed è pronto a sfidare la destra, cercando alleanze tra i partiti di centro sinistra e gli ambientalisti per portare a compimento tutto ciò che ancora manca a questa città. I primi cinque anni sono stati gli anni del ritorno alla normalità, i prossimi saranno gli anni delle cose concrete, per preparare la città verso un salto di qualità necessario per affrontare le sfide difficili che ci attendono. Una Latina proiettata verso la ricerca, la scuola, l’università, la cultura, il turismo. Una Latina dal volto nuovo ed umano per il bene comune di tutti i cittadini.
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