Tutto fa presumere che la destra da battere si presenterà , costi quel che costi con contropartite in tutta Italia, unita alle amministrative, che sono la prova generale delle politiche. Non solo ma sarebbe messa in forse, di fronte ad una lista civica civetta perfino l’accesso al doppio turno. Né si sente solo accennare al nome di grande prestigio tirato fuori dal cilindro di Moscardelli per correre alle primarie e, se anche ci fosse, accetterebbe non avendo un campo largo ed unito alle spalle, come auspica Zingaretti in tutta Italia? A rifletterci l’unica alternativa agibile potrebbe essere offerta da una rottura di da Forza Italia in nome dell’Europa e dell’alleanza con l’America dell’abbinata Biden-Harris. Temendo questa linea si sta già muovendo la Meloni, seguendo il codice stradale dei vincitori, col sorpasso a sinistra su Salvini, magari risuscitando, senza citarle, le ascendenze socialiste del Duce. Tutti capiscono, che grazie anche alla pandemia, il mondo sta cambiando e i nostri sembrano sempre più litigi da cortile. Detto che divisi si perde vale la pena ricordare cosa si perdono personalmente e politicamente i due leader locali ed ancor peggio cosa fanno perdere alla città. Vale la pena dire i meriti, le qualità di ambedue in assoluta sintesi. Fatemi un solo esempio di un sindaco che nasce civico in nome dell’autonomia dalle spartizioni politiche senza strizzare gli occhi alla destra, restando come auspica Zingaretti in un campo largo di centrosinistra senza trattino, purché si faccia sintesi delle diverse culture, senza nostalgie secessioniste di sola testimonianza Significativa ed affidabile l’adesione di Coletta al movimento di Pizzarotti, in rivolta e vincente contro il centralismo in dissoluzione del M5stelle nel formato eteroguidato -tecnologico alla Casaleggio. Di Moscardelli mi preme sottolineare quello che sfugge alle polemiche locali ed è di gran livello, non diventato ancora patrimonio comune. Primo ed unico esempio a livello parlamentare la sua proposta di legge del 2015, ripresa integralmente a fine legislatura anche alla Camera da Federico Fauttilli, proposta con la quale si introduceva per la guida dei comuni il ticket all’americana per l’esecutivo con una preziosità in più: quella che essendo in due a correre, si poteva introdurre la diversità di genere. Due novità assolute da estendere a tutti i vertici degli enti locali: consentendo almeno dal secondo mandato, che in qualunque momento la patria chiama a maggiori responsabilità non scatti la ghigliottina dello scioglimento della rispettiva assemblea. In più un segnale, col ticket che prevede la diversità di genere, dell’apprezzamento profondo e sentito verso l’altra metà del cielo fatta segno di una violenza, anche dentro casa, indegna di un Paese civile. L’altro apporto decisivo di Moscardelli alla comunità locale e regionale l’aver rilanciato la proposta strategica da me presentata dal 1974 ed approvata in giunta regionale di incaricare già da allora l’ANAS dello studio della bretella Cisterna -Valmontone, ma di averla aggiornata insieme con Domenico Di Resta perché fosse approvato l’appalto congiunto con la Roma-Latina, per evitare che la bretella, una volta partita la Roma-Latina finisse nel dimenticatoio quando essa è necessaria per intercettare direttamente i flussi dal nord senza passare attraverso il nodo scorsoio del raccordo anulare. Infine si perde un’altra grande occasione, quella che entro giugno prossimo si decideranno a livello europeo i programmi pluriennali fino al2027. Per entrarci debbono lavorare insieme da subito: Sindaco capoluogo, Presidente della Provincia e i due consiglieri regionali della futura coalizione. A livello strettamente politico il peso maggiore ricade su Moscardelli che è nella direzione nazionale del partito a fianco di Zingaretti. Il mio consiglio installarsi nell’anticamera della direzione finché Zingaretti non sblocca le opere pubbliche, già decise e in cui ci siamo, ponendo fine alla spartizione dei commissari, attenti che non arrivi il prototipo che fu assegnato alla sanità della Calabria. Sì, deve essere chiaro che un nuovo balzo in avanti per il capoluogo e la Provincia si decide nei prossimi cinque mesi. Per l’accordo divisive sarebbero le primarie, a mio avviso un autentico regalo per Coletta perché gli consentirebbero di rinverdire la sua immagine contando sul fatto che la galassia delle adesioni del campo largo preferirebbe un civico di provata autonomia ad un in-dipendente dal PD.
Rodolfo Carelli ( Già parlamentare DC )


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