ROMA – Che al Parco nazionale dei Circeo non è prevista e mai sarà prevista una mattanza di daini e nessun cacciatore sparerà mai dentro l’area protetta, Paolo Cassola, direttore del Parco Nazionale del Circeo lo aveva già detto. Ma lo ha ribadito anche stamattina nella trasmissione Agorà.
La notizia dell’abbattimento di questi ungulati diventati troppi, aveva destato in questi giorni molta attenzione. E le reazioni non si erano fatte attendere. Tra le tante, anche un’interrogazione a risposta scritta inviata al ministro dell’Ambiente Costa, in cui si chiede, come mai in questo Paese ci si ritrova di nuovo di fronte ad una guerra alla fauna selvatica, dopo che è stato promosso un ripopolamento della stessa a beneficio dei cacciatori.
Nel Parco del Circeo, che occupa una superficie di più di ottomila ettari, i daini vennero portati intorno agli anni 50, per sostituire i caprioli, che si erano estinti. Inizialmente vivevano dentro un recinto, dal quale però sono scappati e si sono riprodotti in maniera spropositata. Sono attualmente 1200 e di fatto hanno occupato l’intero bosco.
“Sono degli animali bellissimi”, dice Cassola, ma sono troppi e stanno rovinando il Parco. E quando questo accade ci si deve attenere alle sue linee guida. Che sono molto chiare. E assicura che d’accordo con il Ministro, con l’Ispra, con i carabinieri forestali e l’Università tenterà il tutto per tutto prima di arrivare all’extrema ratio. Si faranno bandi e call pubbliche perchè questi animali si possano trasferire altrove e in sicurezza.
Come mai però, chiede Cassola con un po’ di polemica, se si uccide un cinghiale, trasformandolo poi in salsicce, nessuno dice niente e questo invece fa notizia e scalpore? Il problema è comunque serio e la domanda è: “vogliamo perdere il Parco?” . Il danno c’è già, assicura. Un danno vegetale, ovviamente. Ma non solo nel Parco. I daini hanno iniziato a causare danni anche alle colture dei campi vicini, senza pensare agli incidenti che potrebbero causare sulle strade.
La notizia della mattanza l’aveva data Piero Vigorelli, l’ex sindaco di Ponza che aveva scritto un post titolandolo: “Parte lo sterminio dei daini al Parco del Circeo. Una vergogna assoluta”.
Vigorelli diceva: “che il Direttivo del Parco, il 23 gennaio 2017, aveva approvato con tre voti favorevoli e uno contrario (il mio, allora Sindaco di Ponza), il Piano Gestionale di Controllo del daino nella foresta, che prevede uno sterminio dei daini a colpi di fucile e la loro destinazione alle macellerie”. E informava “che il 30 dicembre 2019, con Determina n. 226, il Direttore del Parco aveva dato il via alla “fase attuativa” del Piano Gestionale, con un stanziamento di 170.000 euro (più 25.000 euro per manutenzioni varie)”.
Lo scritto ha, come si può facilmente immaginare, scatenato un putiferio e una vera rivolta. Con tanti i like al suo post, che lui, Vigorelli, ha pure quantificato. Ormai va da sé. Viviamo in una realtà divisa in due, per tutto e su tutto. E infatti i partigiani e gli oppositori si sono scatenati sui social, sui giornali e sulle tv, con commenti anche forti. Tanti dissentono e vogliono che i daini vivano liberi, succeda quel che succeda. Altri invece si esprimono per la conservazione del Parco. Costi quel che costi.
Insomma questo è. La battaglia è appena iniziata. Staremo a vedere.
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