Entra in campo il Ris per chiarire la morte di Giuseppe Pirani di Pontinia avvenuta 1 mese fa

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A un mese dall’ omicidio dell’80enne Giuseppe Pirani rinvenuto cadavere nel capanno del podere di famiglia, sulla Migliara 48, a un centinaio di metri dall’incrocio con la statale Appia, nel territorio di Pontinia. Il corpo era  martoriato da diverse coltellate, la più letale inferta alla gola. L’allarme era stato lanciato dal figlio, il 50enne Davide Pirani, che viveva col padre in centro a Pontinia e che in seguito aveva spiegato ai militari come il genitore si intrattenesse nel podere anche per intere giornate a curare la terra e a dedicarsi ad altri lavoretti.

Le attenzioni della Procura di Latina, che ha aperto un fascicolo per omicidio, si sono subito concentrate sulla cerchia familiare e sulla vita privata della vittima. I vicini raccontano che tra padree figlio c’erano spesso litigi.

il Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma  il 5 maggio effettuerà degli accertamenti irripetibili sugli oggetti sequestrati nelle ore successive al ritrovamento del corpo dell’80enne, a partire da due coltelli. I test, di natura biologica e dattiloscopica sulle armi e gli altri oggetti sequestrati, sono stati disposti dal magistrato Francesco Caporotundo. E’ dunque dal Ris, il reparto specializzato in indagini tecnico e scientifiche dell’Arma che si attendono – al pari dell’autopsia affidata a Maria Cristina Setacci – risultanze che potrebbero chiarire molti aspetti della vicenda. Vicenda in cui i famigliari della vittima sono assistiti dagli avvocati Placido Rosini e Barbara Scinè, affiancati dai periti balistici Stefano Paoletti e Raffaella Sorropaco.
Un altro aspetto fuori discussione è che l’efferato delitto ha scosso molto l’intera comunità di Pontinia dove Giuseppe Pirani – nativo di Sabaudia – era stato tra i fondatori dell’associazione “Ferraresi pontini” e amministratore locale nei panni di assessore seguendo, di fatto, le orme del padre Primo Pirani, sindaco di Pontinia negli anni Cinquanta. Prima di impegnarsi per la città che amava aveva lavorato in agricoltura e poi in fabbrica.


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