Il delirio dei No Vax dopo la morte di Sassoli. Era malato di tumore. 10 anni fa il trapianto di midollo

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E’ David Carretta, corrispondente da Bruxelles di Radio Radicale, nonché persona a lui vicina, a dare notizia della malattia di cui era stato vittima David Sassoli, un mieloma. Dopo il rincorrersi delle notizie e gli attacchi “dei miserabili no vax”, il giornalista decide di fare chiarezza sulla morte del giornalista e politico, scomparso nella notte.

Il presidente del Parlamento europeo si è spento all’1.15 dell’11 gennaio presso il Cro, ovvero il Centro di Riferimento Oncologico, di Aviano, in provincia di Pordenone. “Un’informazione per i miserabili no-vax che stanno speculando sulla scomparsa di David Sassoli – scrive Carretta alcune ore dopo il decesso – Sassoli dieci anni fa aveva subito un trapianto di midollo a seguito di un mieloma, tumore delle plasmacellule. Che un Dio, se c’è, non vi perdoni”.

Soltanto ieri era stata diffusa la notizia del ricovero di Sassoli in Italia per il sopraggiungere di una grave complicanza dovuta ad una disfunzione del sistema immunitario. Mai Sassoli aveva deciso di parlare pubblicamente della malattia. Tumore maligno del sangue dovuto a una proliferazione incontrollata di plasmacellule, nelle fasi più avanzate del mieloma, la proliferazione delle cellule tumorali ostacola quella di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, provocando un indebolimento delle difese immunitarie o anemia o impossibilità di fermare emorragie.

La legionella e gli attacchi dei No Vax
Sei mesi fa, a novembre, Sassoli aveva parlato del virus della legionella che lo aveva colpito. Si era ripreso bene e, proprio in quell’occasione (e dopo molti attacchi), aveva girato un video per smentire ogni legame tra la malattia e il Covid, o il vaccino. Le sue parole erano rivolte in particolare ai medici, che teneva a ringraziare: “Voglio ringraziarli per la loro competenza e attenzione”. Quindi i parole di ringraziamento anche ai colleghi del parlamento e ai cittadini.

All’epoca parlò di una “brutta” polmonite dovuta al batterio della legionella, con febbre “altissima” e ricovero conseguente a Strasburgo per poi tornare in Italia per la convalascenza. “Sono tornato in Italia per riprendermi, ma purtroppo ho avuto una ricaduta – continuava Sassoli – questo episodio ha portato i medici a raccomandarmi una serie di esami e accertamenti, ed è quello che sto facendo. I medici stanno ora lavorando per consentirmi di lavorare al più presto ai miei impegni”.

Poi, prima di Natale, la ricaduta e la disfunzione del sistema immunitario, che si è rivelata fatale. I medici e la famiglia lo avevano invitato a rallentare il ritmo e lui aveva annunciato la decisione di non cercare la riconferma al vertice dell’Europarlamento. “Ringrazio per le tante sollecitazioni – aveva dichiarato in quell’occasione – ma ho deciso di non ricandidarmi alla presidenza del Parlamento europeo. Il fronte europeista rischierebbe di dividersi, e sarebbe andare contro la mia storia, le nostre convinzioni, le nostre battaglie. Non posso permetterlo”.

 


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