Il ruolo della chimica e la sua importanza nella società ai tempi della pandemia Covid-19

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Prima di riportare le mie riflessioni premetto alcune opinioni del prof. Roald Hoffman, premio Nobel per la chimica 1981, che mi sembrano profetiche in merito all’attuale pandemia Sar-Cov-2.  Nel saggio “La chimica allo specchio” (Longanesi & C, Milano, 2005) egli scrive: “Io la considero una parte cruciale del processo democratico, un privilegio e un dovere del cittadino. […] Quel che mi allarma di più nell’ignoranza della chimica – un insuccesso del processo educativo – sono altre due cose. Innanzitutto, se non conosciamo i comportamenti basilari della realtà che ci circonda, e in particolare di quei componenti che gli esseri umani hanno aggiunto al mondo, diventiamo «alienati». L’alienazione dovuta alla mancanza di conoscenza è un impoverimento. Essa ci fa sentire impotenti, incapaci di agire. Non comprendendo il mondo, possiamo inventarci misteri o nuovi dèi […]. La seconda cosa è l’ignoranza della chimica […]. L’ignoranza della chimica configura una barriera al processo democratico. Io credo profondamente che la «gente comune» deve essere preparata a prendere decisioni: sull’ingegneria genetica come sulle discariche, sulla pericolosità o sicurezza delle fabbriche come su quali dovrebbero essere controllate o permesse. I cittadini possono ricorrere a esperti per farsi spiegare i vantaggi e gli svantaggi, le scelte, i benefici e i rischi. Ma la responsabilità di prendere decisioni non compete agli esperti, bensì ai cittadini e ai loro rappresentanti.”

La chimica, disciplina molto bistrattata, ingiustamente criticata, a volte odiata, talora aborrita, a volte offesa, anche vilipesa, che, pur avendo una elevata rilevanza sotto il profilo formativo, risulta sconosciuta alla maggior parte degli studenti e quindi dei futuri cittadini. Costoro, pur avendo avuto la fortuna di averla nel proprio curriculum di studio, non hanno potuto interiorizzarla né acquisire consapevolmente il suo aspetto altamente culturale e educativo, il suo ruolo sociale e la sua profonda forza euristica a tutto tondo. Aspetti che oggi, soprattutto in questo periodo di pandemia Covid-19, sarebbero di aiuto e di conforto anche psicologico. A quanti sento dire “La chimica non mi è servita a niente”, oppure “La chimica è una scienza astrusa” o ancora “La chimica è un insieme di nomi da imparare solo a memoria e non lascia traccia di sé”. Niente di più falso se si indaga sulla vera e precisa fisionomia dottrinale della chimica. E di questo non gli si può dare colpa, la quale invece dovrebbe essere attribuita o alla metodologia di insegnamento utilizzata non consona alla sua peculiarità scientifica o alla mancanza degli strumenti idonei che il suo insegnamento richiede. Ed è per ambedue questi aspetti che la DaD, la Didattica a Distanza, non servirebbe a niente ai fini del suo apprendimento.

L’insegnamento della chimica. basato su un rapporto insegnamento/apprendimento che non coinvolga lo studente legandolo ai “problemi” della sua quotidianità e che trascuri il suo carattere dottrinale di scienza e la sua evoluzione concettuale dal punto di vista storico, non fa altro che creare un rifiuto netto e perenne nello studente con danni enormi sulla società. Questo avviene soprattutto perché l’insegnamento non specialistico della chimica è condotto nella maggior parte dei casi solo come un fatto tecnico, in cui vengono privilegiati quei contenuti, considerati in sé, cioè distaccati dal contesto generale, sperimentale ed epistemologico, risultando così privi di effetto formativo; contenuti che non fanno meditare lo studente, che non lo fanno riflettere, che non gli creano stimoli, che cioè lo “costringono a studiare” mnemonicamente simboli, formule, nomenclatura ed equazioni chimiche.

Quanti studenti hanno “studiato” la chimica e non hanno piena consapevolezza del significato di “sostanza” o di “elemento” o di “composto”, oppure non conoscono la differenza tra il concetto di “atomo” e quello di “molecola”, o ancora quello più comune di “reazione chimica”? In questo frastuono pandemico tanto sconfortante avere conoscenza dei significati basilari della chimica servirebbe a ciascuno di comprendere e di agire razionalmente piuttosto che farsi prendere dalla paura e dall’angoscia.

Quanti sanno che il sapone, usato per togliere le macchie di grasso dai tessuti o dalle mani, si ottenga dal grasso o dall’olio (grassi sono solidi e gli oli liquidi e in chimica appartengono alla famiglia dei lipidi)? Il sapone, infatti, è il prodotto di una reazione chimica che ha come reagenti il grasso o l’olio e una sostanza altamente corrosiva, la soda caustica. Quanti, inoltre, sanno che  senza la chimica non sarebbe stata inventata la televisione, non ci sarebbero i computer, non ci sarebbero i cellulari, e così via?  Quanti sanno che prima del 1805, anno in cui venne inventato il fiammifero, per l’accensione di un fuoco era necessaria la scintilla dell’acciarino che, in presenza di una certa umidità nell’aria, non funzionava? Quanti sanno che tra il 1700 e il 1800 venivano somministrati ai neonati irrequieti gli oppiacei contenenti morfina, ricavati da lattice del papavero? Quanti sanno, pur avendo studiato la storia, che verso il finire del Medioevo la produzione dell’acciaio ha determinato il taglio di grandi estensioni di foreste nell’Europa settentrionale e anche nella penisola iberica causando cambiamenti climatici con produzione di precipitazioni torrentizie come quelle che avvengono nella nostra epoca? Quanti sanno che la carta si può fare mescolando cotone idrofilo tagliuzzato, sapone e talco? Quanti sanno che l’efflorescenza di salnitro, che si forma nelle pareti delle stalle, mescolata con zolfo e carbone dà origine ad un potente esplosivo? Quanti sanno che l’involucro del virus Sars-Cov-2 essendo lipo-proteico (cioè costituito da grassi e proteine) sarebbe distrutto dal sapone? E potrei continuare con tanti altri esempi per far capire il contributo altamente stimolante, educativo e formativo della chimica, la cui evoluzione fa parte della storia dell’uomo. Partire dalla quotidianità significa fornire gli appigli necessari e la necessaria motivazione perché ciascuno si costruisca la conoscenza anche dall’aspetto chimico, indispensabile oggi più che nel passato.  La chimica ha rapporti, dunque, con la società oltre che di tipo scientifico anche di tipo politico, storico, tecnologico e, quindi, economico, molto più stretti di qualunque altra disciplina scientifica.

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).