“Silenzio mediatico e rispetto” per Sarah e Alisya: questo quello che chiede il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, dopo giorni in cui le due sorelline di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate dopo due settimane in un’abitazione di Formia, sono al centro dell’attenzione. E non per loro scelta.
Sono le principali vittime di una storia terribile i cui contorni sono tutti da definire con certezza. “Ora è il momento della serenità e del rispetto per Sarah e Alisya. Il nostro contributo a chiarire fatti, percorsi e verità, fornendo ogni informazione utile a un’esatta comprensione della vicenda, si è oggi esaurito”, ha detto il primo cittadino. “Ogni nostra azione ha avuto il solo scopo di supportare le indagini e la corretta informazione, sempre nel massimo rispetto della privacy e del lavoro degli inquirenti. Ringraziamo i media per l’attenzione dimostrata, che ha aiutato a sensibilizzare il pubblico e a supportare il lavoro investigativo”, ha aggiunto il sindaco. Ma “da domani – ha detto ancora – non rilasceremo ulteriori dichiarazioni” faccio appello anche a giornali e televisioni, che in questi giorni hanno raccontato le vicende di queste due ragazzine finite, loro malgrado, in una storia più grande di loro. “Chiediamo formalmente al sistema mediatico di rispettare il silenzio sulle ragazze, lasciando che l’attenzione, in un contesto già ampiamente complesso, si concentri eventualmente solo sugli sviluppi giudiziari. I nostri operatori sono ora concentrati sul futuro di Sarah e Alisya per garantire loro il benessere di cui hanno bisogno, in linea con il mandato affidatoci dal Tribunale di Cassino”, ha poi concluso il sindaco Stefanelli che, lo ricordiamo, è stato nominato tuttora legale delle due sorelline che, dopo il blitz dei carabinieri di domenica nell’abitazione nel quartiere Rio Fresco di Formia, si trovano in una struttura protetta e segreta. E adesso chiedono solo silenzio. Un concetto che due giorni fa, nel corso della conferenza stampa, dopo i tre fermi della madre delle due sorelline, del compagno di lei e del nonno materno di Sarah e Alisya per sequestro di persona, aveva espresso anche il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo: “Qui non stiamo per festeggiare e magnificare degli arresti, delle catture, ma la liberazione di due ragazze che, per un periodo di tempo, abbiamo temuto anche non poter rivedere mai più. Vorrei che d’ora in avanti – aveva detto – su questa vicenda vi disinteressaste delle ragazze”.
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