Il soffio del vento

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Dare

Il malinteso più comune è che dare significhi “cedere” qualcosa, essere privati, sacrificare…Per la persona attiva,… dare è la più alta espressione di potenza…                      Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza e il mio potere.                                            Erich Fromm

         Dare è una parola che assume diversi significati in rapporto al contesto d’uso. In generale significa concedere in dono, offrire qualcosa a qualcuno, regalare, elargire e indica un atto di generosità, di liberalità, di altruismo. Dare coraggio, che esprime un incitamento a fare,  dare la propria vita a Dio che significa dedicare, consacrare la propria esistenza alla divinità, dare alle stampe che indica l’azione di pubblicare e presentare opere letterarie, di pensiero e d’arte a un pubblico di lettori, dare partita vinta, che significa riconoscere la vittoria dell’avversario, ritirandosi da una competizione: sono locuzioni che testimoniano l’ampio orizzonte semantico del termine dare.

Nel libro degli Atti degli apostoli, nel discorso che l’apostolo delle genti, san Paolo, rivolge agli abitanti di Mileto, Gesù dice con decisione: «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere» (20,35). Nella seconda Lettera ai Corinzi, Paolo di Tarso ha inoltre scritto: «Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con la tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia» (9,7). E Madre Teresa di Calcutta aggiunge: «Non importa quanto si dà ma quanto amore si mette nel dare».                                                                                                                          Il termine dare in senso figurato indica anche una disposizione a compiere sacrifici pur di ottenere una cosa molto desiderata o anche affrontare un’impresa che richiede grande ardimento. Infatti molto famosa è  l’espressione «Dio me l’ha data, guai a chi la tocca!» solennemente pronunciata da Napoleone Bonaparte alla cerimonia dell’incoronazione a re d’Italia nel duomo di Milano il 26 maggio 1805. Celeberrima è anche la frase, riportata nei Vangeli sinottici, proferita con estrema chiarezza e decisione da Gesù ai suoi interlocutori: «Date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio». Parole significative che hanno dato adito a diverse discussioni e interpretazioni gettando così le basi della divisione tra potere spirituale e potere temporale.                                                                                                Nella vita di ogni uomo o donna è molto importante dare, volere e sapere dare perché come ha scritto André Gide, scrittore francese, premio Nobel della letteratura nel 1947, «Tutto quello che non si è capace di dare alla fine ci possiede».

 

 


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