Il soffio del vento: Diversità

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La diversità, se accettata e amata, è ricchezza e stimolo reciproco, è fonte di scambio e collaborazione.                          La diversità, se vissuta nel rispetto, è vita, altrimenti genera estraneità, isolamento, insofferenza, odio.                              don Andrea Santoro

La diversità è l’insieme dei tratti che rendono differente una persona, una cosa da un’altra appartenente alla stessa tipologia. Un individuo si può nettamente distinguere da un altro per diversità non soltanto di aspetto e condizione, di qualità e di valore, ma anche per idee, abitudini, gusti e comportamenti. L’incontro e l’accettazione con il diverso costituiscono il momento della presa di coscienza dell’alterità umana e contribuiscono alla definizione della propria identità.

Oggi sono considerati diversi gli handicappati fisici e psichici, gli omosessuali, gli emarginati, gli immigrati, quelle persone che per qualche aspetto, carattere, status o manifestazione divergono da quella che è considerata la condizione normale. Nei confronti dei diversi vi sono atteggiamenti in alcuni luoghi o circostanze, di incomprensione, di rifiuto, di emarginazione e talvolta di sfruttamento, se non di esplicita violenza, motivati dal timore di perdere potere, privilegi e persino benessere personale.                                                                                                              Della diversità umana, biologica e sociale, culturale e intellettuale, sessuale e razziale si sono interessati nel corso della storia dell’umanità, filosofi, pedagogisti, scienziati, sociologi, antropologi, psicologi, teologi e artisti, i quali hanno dimostrato che la diversità, se “giocata” in termini culturali può trasformarsi in un fatto positivo per tutti.

La diversità di ogni uomo o donna, infatti, oltre ad essere un bene essenziale della vita, è il motore della vita sociale. Secondo l’archeologo e orientalista italiano, Paolo Matthiae, «la diversità delle culture del pianeta è la più significativa ricchezza dell’umanità»; e secondo l’antropologo statunitense di origine indiana, Arjun Appadurai, l’antropologia ha mostrato con le sue ricerche che «l’unica caratteristica universale degli esseri umani è la loro diversità culturale».

Ha scritto, infine, il biblista Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che «l’interculturalità si basa sul riconoscimento della diversità come una fioritura necessaria e preziosa della comune radice umana, un riconoscimento che si compie senza però perdere la propria specificità»

Rispettando e valorizzando le diversità di ogni persona e di ogni popolo è possibile costruire un mondo ispirato ai principi fondamentali della libertà, della solidarietà, della giustizia e della pace.


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