In visita a Berlino, con Anima Latina, la città più simbolica del XX° secolo che ci ha fatto emozionare

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BERLINO- Ritornare a Berlino ,dopo 46 anni, è stata un’emozione intensa.

Ho approfittato del viaggio, organizzato dall’associazione culturale “Anima Latina”, per aggregarmi al gruppo, composto da 36 persone. Alcune anziane, provenienti da Genzano, altre da Aprilia e Sermoneta.La maggior parte residente a Latina.Tutti simpatici.

Il più bravo è stato Cristian Guidi, un bambino di V elementare, che è straordinario. Entrare in aeroporto, dopo 15 anni (per me l’ultimo viaggio fu a Londra) è stata una riscoperta. Fiumicino, sempre più grande, con tanti negozi, bar.

Partenza ore 7, in bus, davanti al Morbella,piove a dirotto. Sono il primo e non si vede nessuno. Poi tutti arrivano alla spicciolata.

Il tempo di parcheggiare l’auto e andare verso Borgo Piave, dove un altro gruppo ci aspetta. Quindi davanti a Conforama di Aprilia,per far salire altre persone. Poi si intravede Fiumicino.E’ sabato, non c’è traffico in un baleno arriviamo all’aeroporto.

Ecco perché non ha senso costruirne un altro a Latina, proprio perché Fiumicino e Ciampino sono vicinissimi alla nostra città e quando rispolverano questo capitolo viene da sorridere ed è solo un diversivo.

Per me l’attesa in aeroporto è stata stressante perché io ho paura di volare (ricordare il romanzo di Erika Jong “Paura di Volare”) ?

I controlli sono una rottura di scatole. Mi hanno fatto togliere anche le scarpe, nonostante fossi contrario, ma non c’è stato nulla da fare.

Alla fine si entra nell’ aereo della compagnia Easy Jet ed io tremo L’attesa è di 15 ‘, prima del decollo, perché c’erano in partenza altri 4 aerei.Io resto rigido nella fase di decollo. Luisa Cifra,la mascotte del gruppo, si accorge del mio stato d’animo e ride e mi lancia alcune battute per risollevarmi. Vicino a me un giovane alto, che legge un libro sul tablet e che sa bene l’inglese è imperturbabile e non fa una piega. Assomiglia a mio nipote, Sebastian. IL volo prosegue in maniera regolare. Dopo circa due ore atterriamo all’aeroporto Tegel di Berlino.Trasferimento in hotel e approccio con la città.

La prima visita è al memoriale di Bernauer Strasse,dove le fortificazione, nel pieno centro cittadino, rendono ancora evidenti i segni della divisione, tra Berlino Ost e West.La costruzione del muro fu una tragedia per tutti.Visitiamo ciò che resta della DDR IL museo della vita quotidiana nella Germania Est. La vecchia Trabant con su una tenda per un operaio che aveva fatto cucire la tenda da campeggio per gli spostamenti Una cosa davvero originale e geniale.

Quindi il passaggio al Check Point Chiarlie, importante posto di blocco tra il settore sovietico e quello statunitense durante la guerra fredda. Tanti turisti, tante foto

Quante spie sono passate da qui, quante tensioni sono state attraversate tra queste due frontiere.

La visita all”Original Bauhaus ,l’esposizione per celebrare i 100 anni della fondazione della scuola di architettura da parte di Walter Gropius (1883-1969),dove il nostro architetto Maurizio Guercio è stato prezioso per guidarci nel percorso, insieme a Tommaso, una guida italiana, ormai stabilizzato a Berlino, davvero straordinario.Più commovente e stringente la visita al Berlin Judisches Museum, dell’architetto polacco Daniel Libeskind, considerato per i suoi contenuti e per la sua architettura, un’eccellenza mondiale. Dalla data della sua apertura, settembre 2001,il museo ha già accolto oltre 4 milioni di visitatori. Noi ci siamo incrociati con gli studenti del liceo scientifico e del liceo umanistico di Macomer (Nuoro), del liceo classico Vivona di Roma.Mi è rimasta impressa la mamma di un alunno disabile, che spingeva la carrozzina per far vedere a suo figlio tutto ciò che era possibile.Entrare in quelle fessure grigie,metteva angoscia. Calpestare quei cerchi, con impressi volti umani, è stato triste e faceva venire i brividi. L’autore è riuscito nello scopo.

Qui c’è la sintesi architettonica  dell’identità culturale di un popolo che  si pone come tangibile espressione della presenza e del ruolo degli ebrei in Germania,ma è anche un invito alla conciliazione-fisica e spirituale della città di Berlino con l’Olocausto.

Alla porta di Brandeburgo c’era tanta polizia, perché in quel pomeriggio era presente il presidente turco Erdogan. Qui venni nel 1973, c’erano i vopos ,i poliziotti della DDR, con i cani lupo.

Non ci si poteva avvicinare alle colonne della porta. Il muro andava anche oltre, perché in realtà i muri erano due. Intorno tanto prato. La porta di Brandeburgo era collocata nella parte controllata dall’URSS. Ora hanno costruito le ambasciate di Inghilterra, degli Stati Uniti, della Francia, dei land regionali tedeschi.  Mi sono emozionato ed ho pianto,senza farmi vedere.Tanti ricordi!

Berlino è una città dei giovani che  il tempo ha segnato  negli animi. Ad est sembra che il tempo non sia passato. Più tram,che nella parte ovest e c’è un perché . Ad Ovest la Mercedes ha premuto per vendere più bus, ad Est sono rimasti i vecchi tram gialli ed ora anche bianchi, come allora. La U Bahanof (metropolitana) abbraccia tutta l’area urbana ed ora stanno realizzando la quinta linea che taglierà trasversalmente la città per unire le periferie. Tante le gru, i cantieri aperti.Un pezzo di muro è rimasto con le foto di giovani che hanno tentato di scavalcarlo, ma furono uccisi. Una delle tragedie del XX secolo. Tanta tristezza mi coglie nell’animo.

Qui, ovunque, si lavora per la Berlino che verrà.IL nostro Maurizio insiste per andare al museo Pergamon e alla fine entriamo, ammirando la porta di Ishtar, costruita a Babilonia.E’ l’attrazione più importante del museo dell’Asia Anteriore . E poi abbiamo ammirato, all’interno del Agyptisches Museum,ora neues museum,  posto nell’isola dei musei, che raccoglie altri musei di Berlino, il busto di Nefertiti, grande sposa reale del faraone Akhenaton,regina egizia della XVIII dinastia, una delle figure femminili più misteriose del mondo antico. Il suo nome significa “la bella è giunta”ed è considerata una delle donne più affascinanti della storia.

Tanti i visitatori. Anche molte  scolaresche, con gli alunni seduti in terra che disegnavano o prendevano appunti, mentre la maestra spiegava. Ai mercatini di Natale tanta l’allegria, tante le luminarie, tante le golosità, con Wurstel a volontà e dolci.  Poi, per un attimo il ricordo, il raccoglimento, davanti a quei gradini con i nomi che ricordano le persone uccise nell’attentato di tre anni fa, eseguito da un terrorista islamico, che aveva soggiornato per qualche mese ad Aprilia.

La sera, al ristorante, gestito da spagnoli, era divertente, perché il menù era sempre lo stesso (Patate,Bistecche al sangue o petti di pollo) e tutti ci ridevamo giù, bevendo dei bei boccali di birra,molto buona. L’ultima sera alcuni di noi hanno voluto cambiare con tonno e insalata, ma è stato peggio. Poi, per finire in bellezza, come dolce, la “Viennetta Algida”.

I giorni della visita sono volati via e siamo tornati all’aeroporto Tegel per il viaggio di ritorno, con l’aereo che è partito in ritardo. Improvvisamente sbuca, per ultimo, Gerardo Greco, collega RAI ed io esclamo : che ci fai qui! Come ci fossimo dati un appuntamento. Com’è piccolo il mondo! E’ stato bellissimo questo incontro,questo abbraccio.

Dopo circa un’ora di volo siamo avvolti nelle turbolenze, che mi incutono timore e poi, ancora, tanto vento a Fiumicino, con un atterraggio movimentato. Tutto sembrava fatto a posta per me, che amo volare.Quindi l’abbraccio con tutta la comitiva.

Tutti,intanto, tornavano con la mente a Berlino ,ormai lontana, città dei giovani,dove il tempo ha segnato gli  animi. Ad Est appariva, quasi tutto uguale, come tanti anni fa.La metro,i berlinesi in bicicletta, un po’ scorbutici, ma, dicono i beni informati,i più intelligenti di tutta la Germania.

Il bunker di Hitler, il palazzo dove c’era la Gestapo e poi la Stasi della DDR, dove  c’era anche Putin,quando era ancora ragazzo e faceva la spia del KGB, dell’ex Unione Sovietica.

Berlino, capitale d’Europa,che ho rivisto dopo 46 anni e mi sono emozionato.Berlino, una visita bella ,significativa,a tratti emozionante,la città più simbolica del XX secolo. Come speravo e desideravo,ha scritto Maurizio Guercio, responsabile di “Anima Latina”. Si grazie Maurizio, grazie alla Direttiva Viaggi, a Francesco e Gabriele, che ci hanno accompagnato con tanta professionalità. Un abbraccio e un augurio a tutti di buon Natale e Buon Anno!


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