VENTOTENE – Un inferno di fuoco quello sviluppatosi sulla piccola isola di Santo Stefano, la minore dell’arcipelago pontino. Il rogo è stato causato da una mongolfiera tradizionalmente lanciata dalla piazza centrale della vicina Ventotene, dove erano in corso i festeggiamenti per la patrona Santa Candida; a causa del poco vento, però, la mongolfiera è precipitata sulla vicina isola, innescando un incendio.
Le fiamme hanno iniziato a divampare intorno alle 18, quando una colonna di fumo è stata notata da Ventotene, ma al momento dell’incidente, Santo Stefano era deserta. A quel punto, era troppo tardi per richiedere l’intervento di un canadair, poiché stava calando la notte, e per ragioni di sicurezza, i mezzi aerei antincendio non possono operare di notte. Pertanto, è stata chiamata la terza squadra unità navale della Guardia di Finanza di Ventotene, che ha trasportato quattro volontari della protezione civile sull’isola per iniziare le operazioni di spegnimento.
Fortunatamente, Santo Stefano è dotata di serbatoi antincendio che si sono rivelati cruciali nel contenere le fiamme. L’incendio ha lambito l’esterno del carcere borbonico dismesso, che ha visto durante il periodo fascista la detenzione di prigionieri illustri come Sandro Pertini e Altiero Spinelli.
Il gommone delle Fiamme Gialle, coordinato sul campo dal Maresciallo Antonio Amato, è stato fondamentale per permettere ai volontari della protezione civile di raggiungere rapidamente l’isola.
Verso tarda serata, le fiamme sono state domate, in parte grazie a un vento di ponente che ha spinto il fuoco nella direzione del mare, lontano dalle strutture.
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