Parco del Circeo, bene comune che merita trasparenza: i deputati del M5S Fontana e Costa interrogano il Ministro dell’Ambiente sul doppio incarico della Zappone e sui rimborsi carburante da quasi 1000 euro al mese
Ciolfi (M5S): Giorno dopo giorno assistiamo a una sequenza di fatti che restituisce l’immagine di una filiera di governo coerente più che nelle soluzioni, nelle difficoltà e in scelte sempre più orientate a logiche partitiche piuttosto che alla piena tutela dell’interesse pubblico.
Ringraziamo la nostra deputata di riferimento per il territorio, l’On. Ilaria Fontana, già sottosegretaria all’Ambiente nel Governo Conte II, e il deputato del Movimento 5 Stelle Sergio Costa, già Ministro dell’Ambiente nel Governo Conte I, per aver presentato al Ministro dell’Ambiente ed della Sicurezza Energetica, un’interrogazione parlamentare puntuale e mirata sulla situazione relativa alla presidenza dell’Ente Parco Nazionale del Circeo.
L’interrogazione nasce da criticità evidenti che meritano di essere chiarite fino in fondo, nell’interesse delle istituzioni e dei cittadini. La questione principale riguarda il fatto che, nel corso del proprio mandato come presidente del Parco Nazionale del Circeo, la stessa persona sia subentrata anche nel ruolo di consigliera regionale del Lazio senza rassegnare le dimissioni dall’incarico già ricoperto. Si è quindi determinata una situazione di contemporaneo esercizio di due funzioni pubbliche rilevanti, che per loro natura possono intersecarsi e, in alcuni casi, potenzialmente entrare in conflitto.
Il Consiglio regionale, infatti, svolge funzioni di indirizzo e controllo su materie che riguardano direttamente la gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree protette, mentre il presidente dell’Ente Parco è chiamato ad assumere decisioni operative e gestionali su quelle stesse materie. È quindi evidente che una sovrapposizione di ruoli di questo tipo, anche qualora risultasse formalmente conforme alla normativa vigente, pone comunque una questione di opportunità istituzionale e di garanzia di imparzialità, che deve essere verificata con attenzione e senza ambiguità.
Un ulteriore elemento che ha reso necessario l’intervento parlamentare riguarda la circostanza che la presidente del Parco sia stata destinataria, in passato, di una condanna per danno erariale da parte della Corte dei conti, seppure in via sussidiaria, in relazione a vicende risalenti al periodo in cui ricopriva l’incarico di componente del CdA di un’azienda speciale del Comune di Terracina. Proprio perché si tratta di ruoli pubblici di vertice, è doveroso accertare se tale situazione sia stata adeguatamente valutata al momento della nomina e se possa incidere sulla compatibilità con gli incarichi attualmente ricoperti.
A questo si aggiunge la questione dei rimborsi spese sostenuti nell’esercizio dell’incarico di presidente dell’Ente Parco. Parliamo di risorse pubbliche e, come tali, devono essere sempre utilizzate con il massimo rigore e nella piena trasparenza. Secondo quanto riportato, in alcuni mesi i rimborsi per carburante avrebbero raggiunto importi vicini ai mille euro. Non si tratta di formulare accuse, ma di chiedere legittimamente di verificare se tali spese siano state sostenute nel rispetto delle norme, delle procedure e delle finalità istituzionali previste.
Il punto centrale non è la polemica, ma la chiarezza. Quando si amministrano beni comuni, e il Parco Nazionale del Circeo è uno dei patrimoni naturali più importanti del nostro territorio, ogni scelta e ogni comportamento devono essere improntati alla massima trasparenza, al rigore amministrativo e alla piena tutela dell’interesse pubblico.
Attendiamo quindi risposte chiare e tempestive da parte del Governo, perché la fiducia dei cittadini nelle istituzioni si costruisce prima di tutto con la trasparenza, con il rispetto rigoroso delle regole e con la capacità di prevenire ogni possibile situazione di conflitto di interessi o di cattiva gestione delle risorse pubbliche.
D’altro canto, non possiamo nascondere che i cittadini sono ormai abituati ad assistere, con crescente preoccupazione, al susseguirsi di vicende che sollevano dubbi e interrogativi sulla qualità dell’azione amministrativa. Un giorno è un caso che emerge sulla stampa a livello nazionale, il giorno dopo una criticità che riguarda il livello regionale, e subito dopo ancora situazioni che coinvolgono il livello locale.
È una sequenza che rischia di restituire l’immagine di una filiera di governo che, troppo spesso, appare coerente non nelle soluzioni, ma nelle difficoltà, nelle fragilità e in scelte che talvolta sembrano più orientate a logiche partitiche che alla piena tutela dell’interesse pubblico.
Per questo continueremo a vigilare con determinazione, perché la tutela dei beni comuni, dell’ambiente e delle risorse pubbliche deve restare sempre al di sopra di ogni interesse di parte.
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