“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti” (dal romanzo Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello) è l’incipit di “La commedia dell’inganno”, il nuovo romanzo, l’ottavo, di Francesco Giuliano, edito dalla C.E. la Bussola – ISBN: 979-12-5474-113-9, la cui anteprima si può leggere nel link https://www.labussolaedizioni.it/anteprime/9791254741139 pdf ( già in tutte le librerie) E da quelle maschere, che sono molto comuni e che, per questo, si possono incontrare dappertutto, anche in famiglia, ci si può trovare ingannati da un momento all’altro. L’inganno è sempre dietro l’angolo perché può essere generato dall’ignoranza, dai pregiudizi, dagli stereotipi e dai vincoli affettivi, e quel che più amareggia è che chiunque può anche ingannarsi senza che se ne accorga ma, quando se ne rende conto, è già troppo tardi. Il tema affrontato in questo romanzo è attualissimo anche se l’inganno è sorto da quando l’essere umano è diventato un animale sociale, e da quel momento il suo volto è stato coperto da una maschera. Nella società attuale, molti genitori, che stanno, a torto o a ragione, dalla parte dei figli già in età scolare, leniscono o annullano l’azione educativa a cui la scuola è chiamata a rispondere con efficacia. In tale maniera, i genitori si mascherano ingannando i propri figli che, a loro volta, per emulazione agiscono ingannando se stessi. Nel romanzo “La commedia dell’inganno”, l’autore narra le vicende di una famiglia, il cui figlio maschio viene (dis)educato dalla madre e dai rispettivi nonni materni, tant’è che vani risultano i tentativi che il padre cerca di fare per temperarne gli errori e le carenze scolastiche. Addirittura, il padre, che oltretutto è dotato di un’ampia cultura, nel contesto familiare è ritenuto troppo oppressivo, blaterante, fuori moda e insopportabile. Rifiutando il dialogo col padre, a fortiori il figlio resta privo della necessaria guida che gli permetterebbe di orientarsi nella società in cui vive, venendo a mancargli, anche attraverso il suo modo di essere, la capacità di riflettere, di ponderare bene le cose e, quindi, di distinguere il bene dal male. Conseguentemente, in balia di se stesso, il figlio, misero culturalmente e disorientato, si inganna commettendo degli errori irreparabili sia sociali che sentimentali e mettendo a rischio anche la sua libertà. Ovviamente si può mitigare il livello d’inganno soltanto con un arricchimento culturale che conferisce equilibrata maturità e che dà grande spazio alla razionalità. Il romanzo, d’altronde, è ricco di citazioni, di spunti filosofici, di poesie dell’autore e non, di miti greci, che risultano utili per comprendere e approfondire meglio questa tematica. “La commedia dell’inganno” per questo è un libro da leggere tutto d’un fiato, per trarre il fiato necessario al fine di cercare di comprendere la vita soprattutto in questo mondo in cui virtuale e reale si mescolano senza soluzione di continuità.
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