SAN FELICE CIRCEO – La Viscotta, un classico dell’arte culinaria sanfeliciana, si inserisce a pieno titolo nell’albo dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani (PAT).

Un riconoscimento importante, sancito con decreto del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste su segnalazione della Regione Lazio, a celebrare uno dei simboli più autentici della tradizione gastronomica che si tramanda nel territorio di San Felice Circeo.

La Viscotta è un dolce lievitato realizzato con ingredienti semplici e genuini: uova, farina, lievito madre, scorze di limone e arancia, semi di anice e un tocco di liquore. Richiede una preparazione lunga e paziente, che dura quasi tre giorni.

La tradizione prevede tre forme caratteristiche: il filoncino, per gli adulti; “ju cellitte” (uccelletto), con due uova, donato ai bambini; la “pupa”, una figura femminile con l’uovo, dedicata alle bambine.

Si tratta di un dolce povero ma ricco di significato che da sempre caratterizza la Pasqua e le feste della comunità all’ombra del promontorio, simbolo di buon augurio e convivialità.

Oggi, grazie a questo riconoscimento, la Viscotta di San Felice Circeo diventa patrimonio non solo locale ma nazionale.


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