L’angolo delle curiosità: Il territorio pontino (i Monti Lepini)

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L’angolo delle curiosità sul territorio pontino (Città dei Monti Lepini) 

Raccontare il locale ha una doppia valenza: consente alla comunità residente di riconoscersi  e consolidare il proprio senso di identità; comunica questa identità all’esterno, favorendo l’integrazione e la conoscenza reciproca. (Polan)

          Nella Roma repubblicana durante la violenta e spietata guerra civile tra Mario, espressione della provincia rurale italica,  e Silla, esponente dell’aristocrazia romana, due grandi generali e due grandi nemici, avvenne nell’anno 81 d. C,  la tragica fine dell’ antica  Norba, una città vitale e animata prima del drammatico evento.  A questo avvenimento partecipò attivamente il console Caio Giunio Norbano Balbo, partigiano di Mario, che per non cadere prigioniero nelle mani del nemico Silla si uccise.

Secondo lo storico Appiano, gran parte della cittadinanza dell’antica Norba, città antisillana, trovò la morte suicidandosi (impiccandosi) in massa. Appiano inoltre scrisse: «Altri ancora bloccate le porte delle case, vi appiccarono il fuoco…un vento violentissimo a tal punto alimentò le fiamme che nessuno bottino si ricavò dalla città».

          Di questa tragica storia dell’antica Norba sono rimaste come testimonianza le poderose mura dai grandi blocchi poligonali calcarei disposti a secco che rispondevano ad una esigenza di tattica militare nello sfruttare le difese naturali, dove si aprivano strategicamente le grandi Porte monumentali (Porta Ninfina, Porta Maggiore dalla formidabile torre, Porta Signina, Porta Serrone) e le diverse posterle (le anguste porte d’accesso ai camminamenti per le guardie di ronda).

          L’antica popolazione di Norba sui Monti Pepini era formata da agricoltori e pastori che nel tempo avevano conquistato, non soltanto le terre agricole nella sottostante pianura pontina, ma avevano formato grossi terrazzamenti in pietra che venivano utilizzati non solo per l’agricoltura, ma anche per la difesa della stessa popolazione.

          Lo storico e medievista tedesco famoso, per i suoi studi sulla Roma medievale, Ferdinand Gregorovius (Neidenburg, 19 gennaio 1821-Monaco di Baviera, 1º maggio 1891) ha scritto: «Fui colpito dal fatto di non vedere in Norba né tombe né loculi come nelle altre antiche città dell’Etruria o della Sicilia»

Priverno, potente centro del popolo dei Volsci, è stato conquistato da Roma sul finire del IV secolo a.C., con la conseguente distruzione dell’abitato. L’antica Privernum metropolis Volscorum  è ricordata nel libro XI dell’Eneide di Virgilio che parla della giovane guerriera, regina Camilla figlia di Metabo, tiranno dei Volsci cacciato dalla sua città a causa del duro governo.

Grazie all’incessante e laboriosa ricerca storica del compianto  Edmondo Angelini nel periodo dell’incastellamento (circa X secolo), Priverno possedeva una vasta area territoriale che si estendeva fino alla Via Appia. Questa notizia è descritta nella bolla di papa Alessandro III nel 1175 con la quale erano riconosciuti i confini territoriali delle comunità di Priverno, Maenza e Prossedi e Sonnino.

Il cardinale Tolomeo Gallio (1526-1607), governatore della terra di Priverno e rettore della Campagna e Marittima, è stato un illustre personaggio, segretario dei Papi Pio IV e Gregorio XIII, inviato diplomatico in tutte le corti d’Europa. Nell’anno 1566 comprò alcune case a Priverno e soprattutto una tenuta detta San Martino, dove fece erigere un sontuoso palazzo (1565-1569).  Questo famoso personaggio ebbe una certa importanza nella storia privernate perché intervenne direttamente nel rinnovo degli Statuti Comunati stampati nel 1573 che forniscono preziose informazioni sul Palio.      

 

 

 


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