La donna ha soprattutto un altro talento innato, un dono originario: un assoluto virtuosismo per dare senso al finito. (Soren Kierkegaard)
Molte, fin dall’antichità, sono state le donne, scienziate, artiste, esploratrici e atlete (Ipazia, Caterina da Siena, Maria Montessori, Rita Levi Montalcini per indicarne soltanto alcune), che nella storia con la loro audacia e con il loro talento, hanno dato un notevole contributo al progresso sociale, culturale, politico e scientifico diventando un punto di riferimento per le donne di tutto il mondo.
In molti brani evangelici si incontrano, oltre a Maria la madre di Gesù, alcune donne molto importanti come le sorelle Maria e Marta che ospitarono Gesù nella loro casa. Maria viene descritta seduta ai piedi del Maestro mentre ascolta la sua parola, Marta invece è affaccendata, preoccupata, è inquieta e si agita per accogliere con onore Gesù. Queste due sorelle sono ancora presenti in primo piano sulla tomba di Lazzaro, il loro fratello, e sulla tomba di Gesù, dopo la sua resurrezione, dove incontrarono l’angelo.
Antigone, con un’azione significativa di ribellione, seppellisce il corpo dilaniato del fratello Polinice, violando le leggi inumane della città di Tebe. A volte accade ci siano personaggi significativi nel percorso creativo di un autore; Antigone lo è certamente nel pensiero e nel sentire di Maria Zambrano. Antigone, la fanciulla condannata a essere sepolta viva per avere reso al fratello gli onori dovuti ai morti, occupò un arco di tempo di circa vent’anni nella riflessione della filosofa spagnola. Promessa al cugino Emone, figlio di Creonte, il tiranno e zio che le impone una morte tanto crudele, la fanciulla greca non ebbe nemmeno il tempo di accorgersi di se stessa. Cosi scrive Zambrano ne Il delirio di Antigone (1948).
Lisistrata, protagonista dell’omonima commedia di Aristofane (411°.C.) è stata una donna ateniese che convocò durante la guerra del Peloponnese numerose donne di Atene e di altre città greche per discutere un importante problema. A causa della guerra, infatti, gli uomini delle polis greche erano perennemente impegnati nell’esercito e non avevano più il tempo di stare con le loro famiglie. Lisistrata propone allora alle altre donne di fare uno sciopero del sesso: finché gli uomini non firmeranno la pace, esse si rifiuteranno di avere rapporti sessuali con loro. Alla fine della commedia gli uomini si arresero alla volontà determinata delle donne stipulando una tregua.
Didone è una delle più appassionate e tragiche eroine della letteratura d’ogni tempo. È stata una donna forte, indipendente, coraggiosa dalle straordinarie risorse, devota al suo popolo e sopravvissuta a mille traversie (vedova del marito Sicheo) che pure, secondo il mito, si uccise per amore, quando Enea decise di lasciarla per compiere la volontà del Fato, che lo destinava a fondare Alba Longa, l’odierna Roma. Nel quarto libro del poema epico l’Eneide, scritto per glorificare le origini del popolo romano e celebrare l’imperatore Augusto, Virgilio racconta la passione tra Enea (il profugo) e Didone, la regina fenicia, che ha accolto l’eroe troiano nella sua città: Cartagine.
Malala Yousafzai, che ha subito all’età di 15 anni un attentato, è considerata una bandiera per i diritti delle donne. Infatti si è battuta per il diritto all’istruzione delle donne (figlie, mamme, compagne) nella sua terra (il Pakistan), per le sue battaglie a favore dei bambini, per i suoi impegni umanitari ai quali non ha mai smesso di dedicarsi.
Maria Caria, conosciuta come madame Vitti perché moglie di Cesare Vitti, nata in terra ciociara ad Atina, in provincia di Frosinone, partì alla fine dell’Ottocento per Parigi. Con il suo avventuroso viaggio sognava un futuro migliore. All’epoca del suo arrivo nella capitale francese, aveva solo 15 anni, iniziò subito a posare per gli artisti. In seguito, grazie al suo carattere volitivo e intraprendente, fondò, al n. 49 di Boulevard Montparnasse, un’accademia di pittura per sole donne (l’Académie Vitti) dove hanno insegnato Paul Gauguin e Kees van Dongen.
Renata Tebaldi, dopo una infanzia difficile segnata dalla poliomielite, iniziò a cantare e presto fu selezionata dal maestro per il concerto inaugurale della Scala. Amata soprattutto in America, ha incantato il pubblico dei più grandi teatri del mondo. Nel 1958 per l’enorme popolarità la rivista Time le ha dedicato la copertina.
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