MINTURNO – Giunge al traguardo la lunga marcia del Comune di Minturno, iniziata il 21 marzo 2019 con l’approvazione da parte della Giunta della delibera per il riconoscimento e l’istituzione del Complesso Monumentale dell’area archeologica di Minturnae, della via Appia, e del Passo del Garigliano’.
Obiettivo del provvedimento comunale quello di considerare un solo blocco tutta l’area che si estende dall’acquedotto romano al ponte borbonico sul Garigliano. Negli anni, infatti, l’amministrazione ha investito importanti risorse sulla valorizzazione dell’intero sito con spettacoli, eventi, visite guidate, manifestazioni, lavori di piccola e grande manutenzione.
Nelle prossime settimane termineranno le opere, finanziati dalla Regione Lazio, voltie a mettere in sicurezza il percorso pedonale che collega l’acquedotto e l’area archeologica, ad illuminare le arcate dell’antica infrastruttura idrica, a rifare i servizi igienici all’interno dell’area archeologica, rendendoli accessibili anche ai diversamente abili.
E, con il Decreto n. 53 del 9 febbraio scorso, il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha finalmente elevato l’Antica Minturnae al rango di Parco Archeologico. andando a disegnare un percorso che porterà ad una diversa e più compiuta autonomia gestionale ed economica finanziaria.
«Si tratta di un bel risultato, ottenuto grazie ad un’azione sinergica tra enti pubblici – il Sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli -. Ricordo, con un pizzico di orgoglio, la Delibera della Giunta Comunale n. 102 del 21 marzo 2019, dedicata all’istituzione del Complesso monumentale dell’Area archeologica di Minturnae, della Via Appia e del Passo del Garigliano. Cinque anni fa io ed i miei collaboratori avviammo, di intesa con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, un progetto ambizioso che ora è suggellato dal riconoscimento della zona come Parco. Mi complimento con il Ministero della Cultura e con la Direzione Regionale Musei Lazio per questo esito che premia gli sforzi compiuti, a livello istituzionale, per l’adeguata valorizzazione delle antiche rovine e dei monumenti ubicati presso il Garigliano».
Il Parco Archeologico di Minturnae racchiude, oggi, gran parte dei resti della città-porto. Spicca il maestoso Teatro Romano, costruito verso il I sec. d.C. All’interno dell’area sono visibili un tratto originale della via Appia (Decumanus Maximus), costruito in blocchi di lava basaltica; i resti del Foro Repubblicano (II sec. a.C.), del Capitolium (dedicato a Giove, Giunone e Minerva), del Foro Imperiale, del Macellum (mercato), delle Tabernae, del complesso termale (II sec. d.C.). Negli spazi sottostanti alla càvea è situato il Museo che accoglie statue acefale, sculture, ex voto, epigrafi, monete (ripescate nel vicino fiume) e numerosi reperti, rinvenuti nel secolo scorso a Minturnae, nel centro urbano di Scauri e nelle campagne di Castelforte.
“Parafrasando il leit motiv della candidatura di Gaeta a Capitale della Cultura 2026 conclude Stefanelli – abbiamo il dovere di investire sul nostro ‘oro blu’ : sulla bellezza dei nostri luoghi, sulla cultura delle nostre comunità, sulle ricchezze della nostra anima”.
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