Clemalù a Latina significava soprattutto ballo liscio, in via Casalina Sud – non Casilina come scritto sui cartelli stradali. Nel 1979 i tre amici Antonio Belcastro, Alvaro Magni, Antonio Nasso hanno inaugurato un dancig denominato Clemalù, allora qualcuno lo chiamava ancora balera. Ogni sabato sera con entrata a coppie – prevista qualche naturale eccezione – il divertimento era assicurato grazie alla musica popolare tipica della Romagna. E’ un ballo di coppia che ha fatto scatenare generazioni di romagnoli, entrato a far parte dell’identità della terra pontina. Un locale alla moda, frequentato da persone di tutte le età, anche da molti giovani. il liscio è un nome che deriva dall’uso dei ballerini di andare via lisci, ovvero scivolare con i piedi. Ballo, ristorazione unita a sperienzatezza, amori a non finire, ricordi rosei, fili inestricabili al Clemalù, vicino al mare. Sono anni densi di novità, divertimento, elettrizzanti, proiettati verso il futuro. Modernità e disinvoltura sono componenti essenziali di un mondo in crescita, il ballo del sabato sera è la conclusione di un’intensa settimana lavorativa. In via Casalina arrivavano intere famiglie che formavano tavolate con il cibo preparato a casa, innaffiato da birra o vino dei Castelli Romani in un ambiente ricco di luci e colori. Personaggi e sentimenti di quegli anni entusiasmanti sono ancora vivi, da Roma giungevano pullman di avventori, anche da Frosinone. Il Clemalù, prima di tutto. Il bar del dancing era fornito di ogni cosa per rispondere alle esigenza più disparate. In estate si ballava all’aperto con una pizzeria a forno a legna che vedeva la gradita presenza di Andrea, un pizzaiolo acrobatico che si esibiva con numeri spettacolari facendo girare la pizza con abilità come fosse un pallone da basket. In due ore preparava 200 pizze. Mica male per il formidabile Andrea. Il successo del Clemalù è dipeso dalla presenza delle migliori orchestre, a cominciare da quella dei Mozzato, conosciuta da tutti in Agro Pontino. Hanno fatto la storia nel loro settore. Giorgio e gli Amici del liscio non erano da meno, la Banda degli Angeli un’eccellenza. La proclamazione di Miss Latina avveniva ogni anno, imperdibili le feste di Carnevale con il concorso per le migliori maschere, dai più piccoli agli adulti. Successo assicurato per l’esibizione della giovanissima circense Carmen, artista di fama nazionale che riceveva applausi da stadio. La presenza di ospiti d’onore come Franca Valeri e Gabriella Ferri – in estate passava le vacanze al lido di Latina – ha accresciuto il livello e la fama del Clemalù che invitava spesso il il noto attore e conduttore comico Daniele Formica, molto popolare in qual periodo. L’attività del Clemalù, nella prima gestione di attività, terminò con il Capodanno del 1984. Un vero peccato per le aziende che pubblicizzavano il loro marchio grazie alla proiezione di diapositive su due schermi, ottenendo pubblicità a basso costo. Non mancavano al Clemalù le feste di compleanno, di laurea, i matrimoni a bordo piscina. L’aspetto culturale era rappresentato da una mostra annuale di pittura estemporanea. La presenza di famiglie di origine romagnola o ferrarese era costante, da Pontinia non potevano mancare. Viva i Casadei.
Ancora oggi la famiglia Casadei contribuisce alla diffusione della musica folk tradizionale della Romagna grazie al lavoro dei suoi membri, come la figlia Riccarda e il nipote Raoul Casadei. Entrambi partecipano alla Notte del Liscio, una rassegna di eventi con concerti dal vivo e balli che si tiene a giugno in varie località della Riviera romagnola.
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