I 37 quintali di rifiuti rimossi in una sola mattinata non rappresentano il successo dell’amministrazione comunale, ma la misura di un problema grave e lasciato accumulare troppo a lungo.
L’operazione del Comune e di ABC e l’annuncio di nuovi controlli, anche in borghese, sono iniziative necessarie. Chi abbandona illegalmente i rifiuti deve essere individuato e sanzionato. Ma dopo oltre tre anni non basta una giornata di pulizia, accompagnata da immagini e annunci, per far credere che il problema sia finalmente affrontato.
La domanda è semplice: perché si interviene solo ora? Perché i controlli non sono stati rafforzati prima? E quale continuità avranno queste attività dopo l’attenzione mediatica?
Il tema dei rifiuti resta il simbolo più evidente del fallimento amministrativo. ABC è ancora priva di un piano industriale e la raccolta differenziata, secondo i dati pubblicati dall’azienda e aggiornati al 31 dicembre 2025, si ferma al 51,4 per cento. Diverse zone della città sono servite in modo inadeguato, l’evasione tariffaria resta irrisolta e i costi gravano su famiglie e imprese che pagano regolarmente.
L’inciviltà va contrastata senza esitazioni, ma non può diventare l’alibi dietro cui nascondere le responsabilità di chi governa. Dopo tre anni non è più credibile attribuire ogni criticità alle amministrazioni precedenti.
I problemi riguardano anche altri settori: la biblioteca comunale resta chiusa, il Palazzo della Cultura è solo parzialmente fruibile, molti impianti sportivi risultano inaccessibili, i servizi nei quartieri e nei borghi sono insufficienti, il verde pubblico è trascurato e la sicurezza continua a occupare le cronache cittadine. Anche sulla Fondazione per il Centenario si è arrivati tardi a una soluzione temporanea.
Mentre Latina attende risposte concrete, nella maggioranza Celentano sembra prevalere la corsa ai riposizionamenti politici, con adesioni e nuove collocazioni nell’area riconducibile a Roberto Vannacci. È legittimo chiedersi che cosa resti dell’omogeneità politica rivendicata a inizio mandato e del patto con la città fondato sulla promessa di cura e buon governo.
Latina non ha bisogno di interventi estemporanei, annunci tardivi o di una maggioranza concentrata sui propri riposizionamenti politici. Ha bisogno di un’amministrazione capace di programmare, garantire servizi efficienti, esercitare controlli continui e assumersi la responsabilità dei risultati.
Il Partito Democratico non intende limitarsi alla denuncia. Abbiamo avviato un percorso aperto alla città per costruire un’alternativa seria, credibile e competente, coinvolgendo cittadini, associazioni, categorie economiche, forze civiche e realtà sociali. Vogliamo definire insieme un progetto di governo fondato su priorità concrete: rifiuti, manutenzioni, sicurezza, cultura, servizi, quartieri e borghi. Latina merita una maggioranza che si occupi dei suoi problemi, non delle future collocazioni politiche di chi oggi la governa.
Quella summenzionata è la posizione del Partito Democratico di Latina, espressa per bocca del suo segretario Marco Cepollaro.
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