Cisterna ha celebrato questa mattina l’82esimo anniversario dell’Esodo Cisternese con una serie di cerimonie che hanno toccato diversi luoghi del centro cittadino.

Dopo il raduno in piazza XIX Marzo di autorità, associazioni combattentistiche, d’arma e di volontariato, con il Gonfalone decorato il corteo ha raggiunto il Monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazza Amedeo di Savoia. Tra il pubblico anche alcuni ragazzi delle scuole elementari.

Qui il sindaco Valentino Mantini, dopo avere deposto una corona di alloro, ha sottolineato nel suo discorso come l’Esodo cisternese sia “una delle pagine più dolorose della nostra storia. Nel 1944, la posizione strategica della nostra città la rese teatro di uno scontro durissimo tra eserciti contrapposti: angloamericani da una parte, dall’altra i nazifascisti che contrastavano l’avanzata dei liberatori. Cisterna si trovò nel mezzo. E con essa i suoi cittadini: uomini, donne, bambini, anziani costretti a rifugiarsi sottoterra, nelle grotte, per 56 giorni, tra paura, fame e bombardamenti incessanti. Il 19 marzo del 1944 intere famiglie furono radunate, separate, costrette ad abbandonare tutto ciò che avevano. Partirono verso l’ignoto, con il peso dell’incertezza e della paura”.

 “La guerra continua a esistere e a produrre gli stessi frutti amari che i nostri nonni conobbero su questa terra –  ha ricordato Mantini -. Ogni giorno le immagini di devastazione, esplosioni, dolore, entrano nelle nostre case attraverso gli schermi: città rase al suolo, colonne di profughi in marcia, macerie. Tutto questo – ha concluso – ci deve ricordare quanto la pace sia fragile e quanto il dolore che Cisterna visse non appartiene solo al passato, ma è una realtà drammaticamente presente”.

Gli altri omaggi floreali sono stati portati al Monumento alle Vittime Civili della II Guerra mondiale in largo Alfonso Volpi, alla Stele dell’Esodo Cisternese in piazza Caetani e all’interno delle Grotte Caetani in ricordo della popolazione che in quel luogo trovò rifugio. Nel cortile di Palazzo Caetani, infine, il racconto di quei giorni drammatici ai giovani studenti da parte dello storico, giornalista e scrittore Pier Giacomo Sottoriva.


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