Titolo: Le invisibili
Titolo originale: Les invisibles
Regia: Louis-Julien Petit
Sceneggiatura: Marion Doussot, Claire Laieunie, Louis-Julien Petit
Musiche: Laurent Perz Del Mar
Produzione Paese: Francia, 2018
Cast: Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky, Laetitia Grigy, Adolpha Van Meerhaeghe, Déborah Lukumuena, Sarah Suco, Brigitte Sy, Quentin Faure, Fedoua Laafou, Aicha Bangoua, Patricia Mouchon, Khoukha Boukherbache, Bérangère Toural, Patricia Guery, Marie-Christine Orry, Tassadt Mandi, Pablo Pauly, Antoine Reinartz, […]
Le invisibili è una commedia sociale, di profondo realismo, spassosa ma al tempo stesso drammatica, dove l’ironia e l’umorismo predominano, e la cui sceneggiatura è stata tratta dal documentario Femmes Invisibles e dal libro Sur la route des Invisibles – Femmes sur la rue di Claire Lajeunie, la quale ha toccato con mano le problematiche di quelle donne invisibili all’occhio della società, le quali si impegnano quotidianamente con intensa tenacia in campo socialmente utile, pur essendo sottopagate e spesso frustrate. Il film, campione di incassi in Francia, per il suo contenuto attualissimo e anche socialmente serio per il continuo manifestarsi e acutizzarsi del fenomeno, che si può evincere da ogni Paese europeo, in Italia ha destato l’interesse della Redazione on line del settimanale Io Donna del 18 marzo 2019 e del quotidiano Repubblica.it del 5 aprile 2019, uniche testate che ne hanno pubblicato la notizia.
Quando il Comune chiude un centro diurno di accoglienza femminile per cui lavorano – Le coccolate troppo, per questo tornano da voi. Solo il quattro per cento delle donne che avete accolto si è reinserito. Non possiamo continuare a spendere senza risultati, giustifica così la chiusura il dirigente responsabile del settore Dimitri (Pablo Pauly) – le assistenti sociali Manu (Corinne Masiero), Angélique (Debora Lukumuena), Audrey (Audrey Scapio) ed Hélène (Noémie Lvovsky), piene di un profondo senso di dovere civico e di ferma umanità, cercano ogni strategia che sia utile ad aiutare il gruppo di clochard che sono ivi ospitate, in cui si distinguono Patricia, alias Edith Piaf, Khoukha, Patricia, alias La cicciolina, Marie-Christine, al fine di farle trovare un lavoro. Cosa che non è molto facile nell’attuale periodo storico in cui il lavoro scarseggia. Per farlo, decidono di mantenere illegalmente aperta la struttura anche durante la notte. Fra profonde crisi personali, enormi difficoltà di inserimento, tradimenti coniugali e nascenti innamoramenti, le quattro assistenti cercano in ogni modo di inserire nel mondo del lavoro le donne senza fissa dimora. Esse trasgrediscono ogni regola – una specie di disobbedienza civile che però si oppone ad ogni atto di disumanità – imbattendosi in un continuo susseguirsi di malintesi ma alla fine, in seguito alla loro encomiabile tenacia, dimostreranno che la solidarietà femminile non teme ceti sociali e muri burocratici e può raggiungere gli obiettivi preposti.
A tal proposito il regista Louis-Julien Petit in un’intervista riferisce che il film intriso di realtà la prima realtà che volevo in tutti i modi venisse fuori è che invisibili sono anche le assistenti sociali, che lo stato non aiuta. Tutto quello che si vede nel film, la terapia, aiutare queste donne a reinserirsi nella società, trovare un lavoro, i laboratori tutto questo non è autorizzato, se non addirittura vietato. … Dopo l’uscita del film diversi centri si sono aperti alla sperimentazione di questo tipo di attività, il film l’abbiamo portato ovunque in Francia, l’abbiamo mostrato anche al Presidente della Repubblica, Macron. L’Europa attraversa una crisi sociale enorme e il cinema deve raccontarla, ridendoci su.
Francesco Giuliano
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