

LATINA- La campanella della Presidenza, come quella che a scuola segna l’inizio e la fine della ricreazione, non funziona.
In compenso, l’Aula del Consiglio Comunale di Latina si presenta rinnovata, tecnologica, la moquette lisa e squarciata degli anni passati è stata sostituita con una altra, che si alterna con “quella di prima”: verde pisello e verde speranza.
Tecnologica, la nuova Aula. Ci sono due maxi schermi che trasmettono la diretta streaming di quel che accade, i microfoni sono nuovi ed oltre ai tasti On\Off ci sono anche i “Sì, No, Astenuto”, per quando andranno in scena le votazioni. Ai Consiglieri verrà presto consegnata una tessera magnetica che attiverà il procedimento, un po’ come in Parlamento.
Entrano per primi i Consiglieri di minoranza, vale a dire quelli di Lbc e del Pd. I posti sono già assegnati, a qualcuno non garbano e comincia il trasloco dei cartellini con su scritti i nomi. “C’è già ciccia per la cronaca”, mi dice sorridendo Gianmarco Proietti.
Valeria Campagna fa notare che è l’unica ad avere il nome scritto interamente in maiuscolo. Quando prenderà posto sfodererà una borraccia con su scritto il suo cognome. Un arredo radical chic, in linea con la sua politica.
Remo Tiero è il Consigliere anziano, cioè quello che ha preso più voti e che ha diritto di presiedere la seduta inaugurale. Tiene a rimarcare che è la quarta volta che gli accade, tradotto: ho sempre più voti io di tutti voi messi insieme, fratoni miei!
C’è l’Inno di Mameli, lo cantano tutti come fossimo in un campo di battaglia. Poi, a seguire, l’Inno alla Gioia, – Inno Europeo – ma non canta nessuno.
Prende la parola il Sindaco e, praticamente, comincia ad elencare un fitto programma politico: dall’università alla marina passando per il Centenario della città. “La città ha premiato la coalizione di centrodestra ma ha scelto me come Sindaco, dunque io mi pongo come garante di questo equilibrio”, ha detto Coletta.
Un equilibrio che appare un po’ traballante. Vincenzo Zaccheo, dopo aver rilasciato una gran quantità di interviste ai colleghi della tivvù, chiede al Presidente di parlare sull’ordine dei lavori. “ Noi ci siamo, siamo a disposizione per recuperare alcune risorse, ad esempio quelle del ristoro della nucleare, ma oggi non è questa la sede per esplicitare le linee programmatiche. Spero lei voglia farlo in una diversa seduta del Consiglio Comunale”.
In effetti all’ordine del giorno del primo Consiglio non erano attese linee programmatiche, visto che il Sindaco si è presentato in Aula soltanto con la Segretaria Generale Iovinella. Niente Giunta, sarà per la prossima settimana. C’è Franca Rieti, Segretaria del Pd, che fa avanti indietro tra gli uffici del Sindaco e lo spazio allestito per il pubblico. Di Giunta ne stanno parlando, Lbc ed il Pd, ma rimangono parole.
Coletta mentre parla Zaccheo si gira alle sue spalle verso Remo Tiero mostrando insofferenza. Tant’è, Zac è in Consiglio e parla e c’è da credere che continuerà a farlo molto volentieri.
Raimondo Tiero viene eletto Presidente del Consiglio alla seconda votazione all’unanimità. Alla prima votazione aveva ottenuto 18 voti, contro 14 schede bianche di Lbc- Pd e coalizione di centrosinistra.
Il punto politico è che chi avrebbe scommesso – operando anche in tal senso – sulle divisioni del centrodestra è rimasto deluso. La coalizione composta da Fratelli d’Italia, Lega, Latina nel Cuore, Forza Italia è compatta.
Vice Presidenti vengono eletti Giuseppe Coluzzi e Gianmarco Proietti. Segretari d’aula, invece, Renzo Scalco, Valeria Tripodi e Pannone.
Si passa alla costituzione dei gruppi consiliari e l’indicazione dei rispettivi capigruppo: Dino Iavarone per Latina nel Cuore, Valeria Campagna per Lbc, Colazingari per Latina2032, Matilde Celentano per Fratelli d’Italia, Massimiliano Carnevale per la Lega, Annalisa Muzio per Fare Latina, Enzo De Amicis per il Pd, Bono per il Cinquestelle, Pannone per Riguarda Latina e Giuseppe Coluzzi per Forza Italia.
Remo Tiero ha la campanella rotta. La suona virtualmente ed aggiorna la seduta a data da destinarsi, leggi quando Lbc ed il Pd troveranno una quadra sulla Giunta.
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