SABAUDIA – Una lettera aperta al Sindaco, alla Giunta, a tutti i componenti il Consiglio Comunale e alla cittadinanza di Sabaudia, ma anche ad Italia Nostra, all’Ordine degli Architetti di Latina e alla Soprintendenza per i Beni Paesaggistici ed Architettonici.

E’ l’iniziativa intrapresa, lungi da fini politici, dall’architetto e divulgatore Luca Falzarano, grande conoscitore del Razionalismo, dell’architettura delle Città di Fondazione e di Sabaudia, al fine di sensibilizzare sull’opera di tutela delle ricchezze lasciateci in eredità, alla luce dei lavori di riqualificazione in corso in Parco Medaglie d’Oro, ex Piazza Circe.

Un intervento, quello del noto professionista, nonché figlio e cittadino di Sabaudia, che mira, attraverso due distinte e approfondite relazioni, a contribuire alla comprensione, all’educazione e alla tutela delle Architetture del Centro Storico della Città di Fondazione del 900, anche in considerazione del periodo di transizione che ci sta portando verso il centenario dell’inaugurazione della Città.

Nel mirino di Falzarano entra, naturalmente, quel manufatto da adibire a locale tecnico, comparso sul terrapieno di via El Vendrell, che stravolge “il collegamento tra la città edificata e quella dei suoi giardini, quel sistema integrato, pensato, disegnato e realizzato da Montuori, Piccinato, Scalpelli e Cancellotti, che è il modo con il quale la città scende gradualmente nei suoi giardini: una poesia architettonica a cui a nessuno dovrebbe essere permesso di avvicinarsi, se non con sacralità, conoscenza e amore”.

E giù l’elenco delle tante negazioni prodotte dalla presenza di quel “corpo estraneo”, tra cui, tanto per citarne alcune: “la continuità delle tinte cromatiche, per esempio il verde del prato; la continuità materica del travertino della soglia stradale e del parapetto in marmo; la continuità delle essenze arboree di progetto; sia del prato che della siepe; la simmetria progettuale dell’intero fronte strada, attraverso l’introduzione di un elemento alieno; le viste da numerosi ed importanti coni visivi, ponendosi con una forza impattante non accettabile”.

Per Piazza Circe, in sintesi, l’architetto Falzarano auspica “una opera di restauro conservativo che restituisca la chiarezza formale e sostanziale di tutto il fronte strada, così come da progetto e realizzazione di fondazione: invece che negare, bisogna valorizzare”.



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