GAETA – Si è svolta ieri in Piazza Trieste a Gaeta, a Gaeta la Veglia Diocesana di Pentecoste, promossa dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali, in collaborazione con il coro della Chiesa di san Francesco di Minturno.

“Liberiamo la speranza” è il tema scelto per la Veglia di questo anno giubilare, per invocare la rinascita della propria identità cristiana, sospinti dall’incoraggiamento di papa Francesco, in passato, e ora di papa Leone XIV, “al fine di liberare la speranza, essere portatori di speranza in ogni ambito della vita e in particolare in quelli con situazioni di fragilità, con l’intento di far nascere la fiducia e la ripresa personale”.

La Veglia si soffermerà sul passo della lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,1-5), dove si legge che «la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato». Il credente affronta le varie difficoltà sorretto dalla fede e queste difficoltà rafforzano in lui la pazienza, cioè la capacità di sopportare la fatica e di attraversarla con forza. Solo chi supera le difficoltà accede alla speranza e la speranza non delude. Questa sicurezza viene dall’amore di Dio che ha invaso l’intimo del credente. Non si tratta di una pia illusione, è lo Spirito che è stato dato al credente. Egli può fare affidamento su questa forza creativa che gli è stata data come caparra e pegno.

E nel contesto è andata ad inserirsi l’emozionante testimonianza di una coppia di Sabaudia, Brunella Broccoli e suo marito, a raccontare come essi e la loro famiglia sono stati speranza per qualcuno, seminandola, senza indugio, nella desolazione del nostro tempo e del nostro mondo.

Nella Veglia si è invocato lo Spirito Santo affinché, “in questo tempo di discordia, di ferite causate dall’odio, di violenza, di pregiudizi, di paura del diverso, di un paradigma economico che sfrutta le risorse della terra ed emargina i più poveri, noi possiamo essere, dentro questa pasta, un piccolo lievito di unità, di comunione, di fraternità”.

A conclusione della Veglia, l’Arcivescovo di Gaeta, S.E. Monsignor Luigi Vari, ha consegnato una preghiera per riaccendere la speranza nella propria vita e nella vita della propria comunità, “quando la fede incontra la notte e rischia di farsi assorbire dal buio o quando la carità si scontra con le difficoltà dell’ingratitudine o dell’indifferenza e si stanca di camminare”.


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