Bruxelles – “La manifattura è il cuore pulsante dell’Europa. Un patrimonio industriale che unisce eccellenza produttiva, qualità e benessere dei lavoratori. Ma oggi questo modello è sotto attacco”. Lo ha dichiarato l’europarlamentare del Partito Popolare Europeo e Presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia, Letizia Moratti, intervenendo questa sera a Bruxelles al Forum Europeo per la Manifattura, dedicato al tema “Il Piano d’Azione per l’Energia Accessibile: Riduzione dei Costi Energetici e Avanzamento delle Riforme Strutturali”.
“Con oltre 2,2 milioni di imprese attive e 30 milioni di posti di lavoro diretti, il settore manifatturiero rappresenta una risorsa chiave per la crescita, l’autonomia strategica e il benessere sociale dell’Unione Europea. Eppure, la produzione industriale nell’Eurozona è diminuita del 2,2% tra il 2023 e il 2024, e negli ultimi quattro anni abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro nel comparto manifatturiero” ha sottolineato Moratti.
L’allarme lanciato da Moratti riguarda in particolare il costo dell’energia, oggi uno degli ostacoli principali alla competitività europea. “Durante la crisi del 2022, i costi energetici hanno raggiunto fino all’80% dei costi totali di produzione, e solo nei primi mesi del 2025 si è registrato un nuovo aumento del 35%. La situazione è insostenibile e i provvedimenti in corso – sebbene utili – avranno effetti troppo diluiti nel tempo: almeno 15 anni secondo le stime.”
Da qui l’appello a un’azione immediata e strutturale: “Servono riforme urgenti del mercato elettrico europeo, che oggi si regge su un sistema di aiuti di Stato troppo fragile. Dobbiamo disaccoppiare i prezzi dell’energia rinnovabile da quelli del gas e attenuare l’impatto sui costi energetici della tassazione europea sulle emissioni. In questo quadro, è essenziale una revisione del sistema europeo per proteggere i nostri esportatori, evitare importazioni non competitive, e scongiurare l’aumento dei prezzi dei carburanti per cittadini, trasporti e piccole imprese”.
Moratti ha anche sottolineato l’urgenza di una politica veramente neutrale dal punto di vista tecnologico: “La decarbonizzazione richiede di mettere in campo tutte le fonti disponibili, dall’idrogeno al nucleare pulito, dalla geotermia alle soluzioni come biogas e biomasse solide.”
“Non possiamo sostituire la dipendenza dai combustibili fossili con quella dalle materie prime critiche. Oggi il 66% dell’approvvigionamento europeo dipende da fornitori esterni, in primis la Cina. Rafforzare dunque le catene europee del valore e l’economia circolare, per il recupero di preziose materie critiche. È necessario agire subito, con coraggio e visione, per proteggere l’industria europea e garantire prosperità e occupazione ai nostri cittadini”, conclude l’eurodeputata azzurra.
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