Viaggia veloce l’emergenza legata alla moria del kiwi che sta radendo al suolo ettari ed ettari di colture che rappresentano uno dei perni dell’agricoltura nella provincia di Latina soprattutto nell’area nord.

In questi mesi si sono sommati gli appelli ad intervenire con rapidità per evitare che oltre alle piante ad essere rase al suolo siano anche le aziende produttrici.

“Stiamo seguendo – interviene il consigliere regionale del Pd, Salvatore La Penna – con molta apprensione e attenzione la vicenda della ‘morìa del kiwi’ che investe prevalentemente la provincia di Latina, dove le produzioni di actinidia rappresentano una porzione molto rilevante del Pil ortofrutticolo. Una coltura, questa, che negli anni ha purtroppo rappresentato un obiettivo privilegiato di molti agenti patogeni: prima la batteriosi, poi la Cimice Asiatica ed ora la misteriosa moria”.

Quest’ultimo fenomeno appare di gestione particolarmente complessa in quanto le possibili cause risultano essere molteplici e non ancora identificate con certezza dalla comunità scientifica.

“Bene hanno fatto la Regione e l’assessorato agricoltura e ambiente guidato dall’assessore Enrica Onorati ad interessarsene da subito, intraprendendo importanti azioni volte ad indagare la conoscenza del fenomeno e propedeutiche all’applicazione di interventi risolutivi. Già ad agosto l’assessorato aveva interessato il ministro Bellanova chiedendo e ottenendo l’istituzione di un gruppo di lavoro in seno al Servizio Fitosanitario nazionale molto utile al coordinamento delle attività di ricerca e di intervento. Unitamente a ciò ha chiesto l’inserimento del punto all’ordine del giorno sulla “Moria del Kiwi” nella Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni”.

A settembre sono seguiti i confronti con le rappresentanze del mondo produttivo (imprenditoriali, sindacali e professionali) ed è stato insediato, presso la direzione agricoltura, il tavolo di coordinamento regionale al quale, oltre ai dirigenti e funzionari del nostro servizio fitosanitario, hanno partecipato tecnici del Crea e dell’Università della Tuscia.

“Ritengo che – conclude La Penna – sia stata intrapresa la strada giusta per fronteggiare il fenomeno e sarà utile intervenire a supporto di tali azioni con tutti gli strumenti possibili, anche attraverso l’iniziativa consiliare. Per tale motivo assumiamo l’impegno a lavorare per la messa in campo di tutte le misure utili, anche e non solo con la presentazioni di emendamenti all’imminente Bilancio, volte a rafforzare le attività di contrasto al fenomeno della moria e finanziare, nello specifico, le descritte attività di monitoraggio, ricerca e applicazione di cure sperimentali. Emerge chiaramente il bisogno di comprendere la dimensione statistica del fenomeno e censire con precisione il danno procurato al fine di poter provvedere a puntuali misure di ristoro per le imprese”.


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